Home 
 •
Bacheca annunci
 •
Forum discussione
 •
Chat
 •
Cartoline 
 •
Ricette Tipiche
 •
Ricettività
 •
Ristorazione
 •
Vini di Sicilia
 •
Prodotti Tipici
 •
Intrattenimenti
 •
Agriturismo
 •
Naturalismo
 •
Riserve e Parchi
 •
Lavorare in Sicilia
 • 
Università
 •
Isole Eolie
 •
Arte in Sicilia
 •
Folclore 
 • 
Leggende
 •
Proverbi
 •
Feste-Fiere-Eventi
 •
Enti Turistici
 • 
Sms Love
 •
Mp3 Folcloristici 
 •
Screen-saver
 •
Free-Em@il
 • 
Links
 •
Guestbook
.

 

 

 

Home | Links | Guestbook | Contattaci |

Pantelleria e il gusto dei capperi
L'isola al centro del canale di Sicilia è una 'miniera' di sapori e di odori unici

Al-Quasayra, cioè “la piccola”, oppure Bent-el-Riah, “l’isola del vento”. Così gli Arabi chiamano ancora Pantelleria, la splendida isola di origine vulcanica posta nel mezzo del canale di Sicilia, a soli trentasette miglia marine dalla costa tunisina. La piccola isola, infatti, è tormentata da un vento costante, che muta facilmente direzione.

Ma nonostante il vento, i panteschi –questo il nome degli abitanti dell’isola, che sono circa settemila– l’hanno trasformata in un giardino circondato dal mare, dove le palme si mischiano a limoni e a bassi ulivi, con i terrazzamenti, tra cisto, lentischio e capperi, coltivati a vigneti di zibibbo, l’altra specialità, insieme ai capperi, di Pantelleria, dove però si producono anche un raffinato passito e un profumato moscato.

Colori che contrastano con la pietra nera dei muri a secco e le cupole bianche dei “dammusi”, le tipiche case a volta isolane, con il tetto incurvato che un tempo assicurava le provviste idriche in quanto raccoglievano l’acqua piovana, ed edificate verso l’interno, nascoste tra la vegetazione per sfuggire alla vista dei pirati.

Un mondo a parte, che conserva intatto il suo fascino e la sua storia, e dove tutti i dominatori, dai fenici ai romani, dai bizantini agli arabi, hanno portato un poco della loro cultura che i panteschi hanno appreso con cura per vincere le difficoltà e rendere ogni pezzo di terra coltivabile e continuare a vivere nella loro isola. E poi c’è il mare, turchese e blu intenso, limpidissimo, popolato di gorgonie bianche e rosse, ricco di pesci. Un vero paradiso per i sub. Che nasconde anche incredibili tesori archeologici, relitti di nave romane e arabe, vicino a Cala Gadir o al porticciolo di Scauri.

Da non perdere

Il centro del paese, Pantelleria, addossato alle pendici del Monte Sant’Elmo, con il piccolo porto dominato da una roccaforte medievale. A sei chilometri dal paese, si trova il “Bagno dell’Acqua”, un piccolo lago costiero all’interno di un cratere spento alimentato da correnti sotterranee che ne scaldano l’acqua. Da non perdere, poi, le vestigia dell’antica Mursia, un insediamento preistorico che sorge a tre chilometri dal paese, sulle “cuddie rosse”, cioè i crateri spenti che numerosi si trovano sull’isola. Vicino, si trovano dei singolari monumenti funerari a forma di cupola.

L’altro grosso centro abitato è quello di Scauri, distante undici chilometri da Pantelleria e collegato da una carrozzabile, dove si trova l’altro piccolo porto dell’isola. Il periplo dell’isola, poi, consente di ammirare splendidi panorami sul mare.

I capperi di Pantelleria

Per gli abitanti dell’isola i capperi rappresentano un vero e proprio “culto”, e secondo antiche tradizioni con essi preparano vere e proprie raffinatezze culinarie dai sapori eccezionali. I capperi che crescono in quest’isola appartengono a due delle varietà più pregiate delle 150 di questo arbusto perenne delle Capparidacee: la capparis spinosa e la capperis rupestre, i cui boccioli fiorali costituiscono i capperi.

Dal tronco nodoso della pianta, che cresce spontanea o coltivata, non più alto di ottanta centimetri, i tralci si irradiano fino a due metri adagiati sul terreno. Dai tralci spuntano numerosissimi i boccioli, che poi, salati, assumono il nome di capperi. La loro raccolta va dal mese di maggio a metà agosto. Negli antichi dammusi il prodotto è selezionato a seconda la qualità e la dimensione.

Fatti riposare per qualche giorno dopo la raccolta, vengono “curati” con sale marino grosso, per far perdere loro l’aspro umore amaro, in grandi tini di legno, dove vengono “battuti”, cioè rimescolati, ogni giorno per la prima settimana e poi a intervalli più lunghi. Il miglior modo di conservarli è di metterli in contenitori di vetro a chiusura ermetica, con una abbondante quantità di sale marino che serve a mantenere la loro umidità.

I capperi di Pantelleria si caratterizzano per il loro sapore corposo con sentore di ulivo e ginestra.

In cucina

Tra i diversi piatti tipici dell’isola, molti a base di pesce, come il cous cous, ricordiamo i ravioli amari, ripieni di ricotta e di foglie di menta, e la “sciakisciuka”, la caponata calda di verdure. Con i capperi, gli isolani preparano una squisita frittura di capperi e patate, o gustose insalate insieme a pomodori e basilico, oppure delle salse, con nepitella e mandorle e pecorino, per condire la pasta.

La Ricetta
Salsa di capperi e nepitella:

Prendete 120 gr. di capperoni, due abbondanti manciate di foglie fresche di nepitella, 2 spicchi d’aglio, un ciuffo di prezzemolo, 6 pomodorini ciliegini, e dopo aver sciacquato i capperi in acqua tiepida, tagliuzzate tutti gli ingredienti. Soffriggete il tutto a fuoco moderato in abbondante olio d’oliva e aggiungete poi un bicchiere d’acqua tiepida. Aggiustate di sale e fate cuocere fino a quando il composto non sarà ristretto e con il quale condirete gli spaghetti che nel frattempo avrete fatto cuocere.
 

 

 

Inizio pagina

Home

Arte| Contattaci |Cartoline|Bacheca |Forum| Chat |Ricette| Ricettività |Sms love
Ristorazione| Prodotti Tipici |Intrattenimenti | Agriturismo| Lavoro | Università |
 Folklore | Leggende |Feste-Fiere-Eventi | Enti di Promozione | Free email | Links

informazioni: info@sicilyland.it  | webmaster: webmaster@sicilyland.it |