Il Carnevale di Sciacca Di carnevale oggi in Italia se ne fanno tanti: Viareggio, Venezia, Acireale. Quello di Sciacca e il più singolare, non tanto per la presenza dei fantastici carri allegorici, quanto perchè ne viene coinvolta tutta la popolazione. Una grande festa e una tradizione antica che richiamano nella città termale decine e decine di migliala di visitatori provenienti da tutta la Sicilia e da altre regioni della penisola. Il carnevale di Sciacca ha quasi un secolo di vita. Il primo a parlarne e stato lo studioso palermitano Giuseppe Pitrè nel 1889, ma un anno dopo lo storico saccense Ciaccio fa riferimento ad un "Carnevale". Inizialmente, il Carnevale, a base di salsiccia e vino, era una Festa prettamente paesana, a causa della mancanza degli odierni mezzi di comunicazione e di un sistema viario decente per i trasferimenti. I dottori si mascheravano da contadini, i campagnoli da pescatori, gli impiegati da artigiani. Non c'era l'odierna satira politica perchè il regime prima e la disperazione per la guerra, poi. non lo consentivano. C'era un personaggio, però quello di "Peppe Nappa" che è stato adottato dai saccensi come maschera locale, un pupazzo di cartapesta che apre e chiude la festa. Oggi il programma coinvolge tutta la città che vive otto giorni di follia, in un magico e fantasioso cocktails di suoni, di danze, di colori, di personaggi, di maschere e di carri allegorici, quasi sempre ispirati a personaggi politici e dello spettacolo, con molti riferimenti a tutti e uomini locali, si sono aggiunti centinaia di gruppi in costume che danno vita ad un carnevale-spettacolo di grande effetto e di partecipazione popolare. Nel 1987 si parlò della presenza di circa 200 mila persone. Per oltre quattro mesi migliaia di giovani imparano musiche, canzoni, coreografie. L'artigianato locale, con ceramisti, pittori, scultori e artisti vari, è pienamente coinvolto per la costruzione dei carri e delle maschere. Coriandoli, luci, fischietti, maschere, costumi, carri e personaggi impazzano per otto giorni nelle piazze della città. Dal carnevale il turismo ricava notevoli e sempre crescenti benefici.
Carri allegorici vengono costruiti ogni anno da gruppi ed associazioni di persone che si riuniscono per realizzare nuove idee. Sono costruiti con cartapesta ma con una struttura portante in ferro, la quale permette di realizzare i caratteristici movimenti che rendono unici i nostri carri allegorici. Già da novembre i carristi iniziano la costruzione con la realizzazione dei bozzetti dai quali nasceranno successivamente i "giganti di carta". Inizia, quindi, la fase di costruzione che impegna decine di persone: si comincia con la struttura portante in ferro e con la preparazione delle maschere principali del carro; terminata la costruzione, tutti i pezzi vengono trattati in modo da poter trattenere il colore e permettere ai carri di resistere agli agenti atmosferici per la durata del Carnevale. Alcuni giorni prima dell'inizio della manifestazione, i singoli pezzi dei carri allegorici vengono trasportati e quindi assemblati in via Cappuccini. Da qui, infatti inizierà sabato la sfilata che attraverserà le vie della città Breve storia del Carnevale di Sciacca: Documentato sin dal XVI sec., il Carnevale di Sciacca, con tutta probabilità trae origine dal Carnevale fiorentino; non mancano in tal senso riferimenti e documenti che conducono a tale ipotesi storica. Nel corso dei secoli la festa ha assunto diverse connotazioni adeguandosi nei temi, nelle rappresentazioni e negli aspetti tecnici ai diversi contesti storici e sociali, ma salvaguardando quelle peculiarità che ritroviamo nella festa attuale e che la rendono originale. La partecipazione di pubblico, la satira che trae spunto dall'attualità, la denuncia del disagio economico e sociale,rinsaldano ancora oggi il legame del carnevale saccense con la tradizione. Un contributo significativo alla definizione del carnevale come spettacolo dato dalla comparsa dei primi carriallegorici e dei primi gruppi mascherati, ci avviene agli inizi del Novecento. Negli ultimi decenni, il Carnevale ha assunto sempre più la fisionomia di un vero spettacolo che dal punto di vista organizzativo,tecnico e finanziario, richiede l'apporto pubblico e privato.Patrocinata dal Comune Sciacca e dall'Azienda di Cura Soggiorno e Turismo, l'imponente macchina organizzativa comincia a muoversi il giovedì grasso di ogni anno. Ad aprire le danze Peppe 'Nnappa, tipicamaschera saccense che attraversando le vie del corso mascherato, conil suo inno invita la gente a divertirsi, dimenticando i problemi della quotidianità. La sua sfilata accompagnata anche dalla distribuzione di salsiccia, vino e caramelle, esprimendo in tal modo anche il senso di ospitalità del saccense che offre anche ai forestieri la possibilità di "scialare". Al seguito di Peppe 'Nnappa,nelle giornate di Sabato, Domenica Lunedì e Martedì, si possono ammirare i carri allegorici frutto della creatività e del lavoro di alcune Associazioni che da anni si dedicano alla buona riuscita della festa dal punto di vista artistico e tecnico. Ogni carro accompagnato da un gruppo che con coreografie, canzoni e costumi si esibisce lungo le vie del corso mascherato e sul palco di Piazza Angelo Scandaliato dove si assiste alla messa in scena di tutto l'apparato allegorico del carro. Al gruppo viene affidato il compito di curare le coreografie e gli effetti scenici. Alcuni carri allegorici delle passate edizioni del Carnevale, si ricordano tuttora per l'esibizione del gruppo, per i costumi e per le coreografie. Ma si ricordano anche gruppi mascherati sciolti, senza carro cioè, che si sono contraddistinti per l'originalità e la creatività, non risparmiando cura e dovizia di particolari, soprattutto per i costumi. Nel ricco panorama c'è posto anche per le singole maschere, rappresentazioni ed espressioni di un modo libero di vivere e partecipare al Carnevale. L'uso geniale di materiali alternativi alla stoffa e la libera interpretazione di alcuni temi, consentono alla creatività di esprimersi attraverso realizzazioni che sfiorano in alcuni casi, il lavoro artistico. Esse si muovono libere, si affiancano temporaneamente al corso mascherato ma poi se ne staccano, gestiscono il loro momento magico sul palco per poi ritornare tra la folla e confondersi con essa. Altro componente, ormai diventato essenziale del Carnevale sono i minicarri. Nati nell'ultimo decennio,rappresentano per alcuni aspetti la nuova generazione degli operatori del Carnevale. Caratterizzati dalle dimensioni, ridotte rispetto ai carri, e dall'assenza del copione, i minicarri proseguono la tradizione allegorica ed artistica dell'imponente manifestazione. Anch'essi si muovono sulle note dell'inno ma la loro sfilata ancora pi spensierata e pi immediata. Le loro allegorie nascono infatti da modi di dire tipicamente saccensi, da battute tra amici, da aneddoti e doppi sensi, su cui vengono inseriti elementi anche di satira.
(Vedi IL PROGRAMMA)
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