Territorio: Il nome della Cittadina, sia che derivi dal greco Kefaloidion, sia che derivi dal punico Kefa, va connesso alla carattestica forma (una picola testa) della Rocca (il promontorio che la sovrasta) e, in ogni caso, alla sua configurazione geografica. Delle origini di Cefalù si hanno scarse notizie. Essa dovette nascere come avamposto fortificato,quasi certamente greco,verso la fine del V sec.a.C., proprio ai piedi della Rocca, dove si estende l'attuale centro storico, tuttora delimitato da una cinta muraria (mura megalitiche), che è in buona parte quella originaria.
Alla Cefalù ellenistico-romana risalgono non solo le mura
megalitiche (in riva al mare, lungo la discesa Paramuro e a Piazza
Garibaldi), ma anche alcune interessanti testimonianze (due strade ed
un vasto lembo di necropoli) che recenti ricerche archeologichhano portato alla luce.
Storia: Nel
periodo Bizantino la città, come altre località
costiere, si trasferì, per motivi di sicurezza, sulla Rocca,
dove sono visibili resti di strutture di età altomedievale. Nell'858, conquistata dagli arabi, fu annessa all'emirato di Palermo, e quindi liberata dai Normanni:il conte Ruggero ne prese possesso
nel 1603 e Ruggero II la riedificò, in riva al mare, dopo il
1131. A questo periodo risalgono celebri monumenti ai quali Cefalù
deve l'appellativo di Cittadina Normanna, la chiesa di San Giorgio e il
lavatoio, il Duomo, il Chiostro, il Palazzo Maria e L'Osterio MagnoTra la la fine del V e gli inizi del IV sec.a.C. va datato il celebre Edificio megalitico (noto come "Tempio di Diana"). Quest'ultimo, come sede di un culto delle acque, testimonia , peraltro, insieme a due grotte del lato est della Rocca, della presenza umana della zona, prima ancora della nascita del centro urbano in riva al mare.
Monumenti: Il monumento piu' importante è certamente il Duomo arabo-normanno. Di particolare interesse i mosaici del catino absidale
con la figura del Pantocratore. Fondato nel 1131 da re Ruggero, si
innalza maestoso tra due torri a monofore e bifore, adorna di due
ordini di finte loggette e preseduta da un atrio a tre arcate eretto da
Ambrogio da Como (1471); sotto l'atrio è un magnifico
portale. All'interno si possono osservare i preziosissimi mosaici
risalenti al 1148 e dalla solenne figura, nell'abside centrale, del
Cristo Pantocratore; si possono inoltre ammirare, numerosi monumenti
funebri nonche' opere scultoree di notevole bellezza, tra cui una
"Vergine col Bambino" attribuita al Gagini (al 1533) ed alcuni rilievi
risalenti al 500 che raffigurano l'Annunciazione. All'esterno, sul lato
ovest del Duomo, il
Chiostro di forma quadrangolare impreziosito dai resti di stupendi capitelli figurati. Annesso al Duomo l'importante Chiostro con colonne binate sormontate da capitelli scolpiti. L'Osterio Magno , corso Ruggiero è
ricordato come la residenza di re Ruggero; l'Osterio Magno attualmente
utilizzato come spazio espositivo, è un monumento di
notevole interesse artistico. Si è recentemente scoperto un
disegno del XVI secolo di grande valore, probabilmente di Giovanni
Ventimiglia, alla cui famiglia l'Osterio appartenne sin dal XIV secolo,
e che, in basso, porta la didascalia Domus Magna. Gli elementi
architettonici che sono venuti alla luce dal disegno mostrano
l'evoluzione della struttura dal XII al XV secolo, mentre nel basamento
sono apparse vestigia risalenti all'antica Kephaloidion. Lavatoio Medievale, via Vittorio Emanuele
dalle quali bocche lungo le sue pareti sgorgava un'imponente
massa d'acqua proveniente da una sorgente oggi esaurita. Il luogo che
conserva ancora oggi una sua particolare suggestività,
assolveva alla funzione di lavatoio pubblico. Il Lavatoio è
considerato la foce dell'antico fiume Cefalino che, nascendo dalle
montagne alle spalle di Gratteri, giungeva a Cefalù
attraverso un percorso sotterraneo, rafforzando quel legame ancestrale,
mare - monti , che ha caratterizzato la storia della cittadina. Musei: Un soggiorno a Cefalù non puo' prescindere dalla visita del Museo Mandralisca
che contiene una pregevole collezione del barone Mandralisca:
dipinti del XV-XVIII secolo, reperti archeologici dal VII al I sec.
a.C., una raccolta di monete e una collezione scientifica con minerali
e conchiglie. In particolare, una sala è dedicata alla
collezione "numismatica che comprende pezzi di quasi tutte le zecche
siciliane. I pezzi illustarti sono per altroesemplificativi dei
più caratteristici periodi dell'arte della monetazione
siciliana: dall'arcaismo maturo al cosiddetto periodo dei maestri
monetieri. Nella stessa saletta vi è il celebre "cratere del tonno". Si tratta di un pezzo che gli esperti attribuiscono a "ceramo- grafo contraddistinto come Pittore del venditore del Tonno, un
artigiano che, rientrando nel cosiddetto gruppo di Dirce svolge la sua
attività intorno alla prima metà del IV secolo
(380 -370 a.C.). Da un lato il vaso presenta una scena di vita
quotidiana. un vecchio pescivendolo ha in mano un coltellaccio pronto a
tagliare un pezzo di tonno; e di fronte un cliente, un piccolo uomo
dalle gambe sottili pronto con una moneta in mano per pagare.
La sala successiva mostra ben trenta vetrine che raccolgono una
collezione archeologica in cui oltre a crateri attici del V secolo, vi
sono lucerne, maschere, vasetti di terracotta, bruciafiori appartenenti
al III, al II, al I secolo a.C..
Ancora, la famosa collezione malacologica che viene definita una delle
più preziose in Europa. Infine nella piccola, ma qualificata
pinacoteca molti dei pezzi facevano parte della vasta collezione del
Mandralisca. Si tratta di pezzi di paesaggista veneto del '700; pezzi
di scuola fiamminga; quadri della scuola del Novelli e della scuola di
Antonella de Saliba. Il pezzo più famoso è il
dipinto di Antonello da Messina "Ritratto d'uomo".
Santuario:Consigliabile pure un escursione
al Santuario della Madona d di Gibilmanna 15 km da Cefalù,
che è uno dei principali luoghi di culto marinaro in
Sicilia,con suggestiva visione delle Madonie e delle Isole Eolie in
lontananza, che ha ispirato il delicato e spirituale romanzo La Casa sulla Montagna della scrittrice palermitana Angelina Damiani Lanza (1879-1936) Gastronomia:I
piatti tipici della cucina di Cefalù si contraddistinguono
per la semplicità e la genuinità degli
ingredienti utilizzati, a testimonianza di una tradizione contadina
millenaria offre i sapori di formaggi tipici e il calore
dell'ospitalità siciliana. Tra
i primi la scelta va da quelli preparati con finocchi selvatici,
verdure, legumi; i funghi diventano ambiti ingredienti per la loro
preparazione. Particolarmente caratteristica la minestra di zucca e
patate.Non manca di certo una buona granita al gusto di limone, di
fragole e di frutti di bosco.
Modi di dire: " Ricchi di pisci li Ciufalutani ",
afferma un diffuso motto popolare, e giustamente, perchè
l'abbondanza dei pesci a Cefalù è tale , che sono
raffigurati nel loro stemma civico, che di riferisce al noto miracolo
della moltiplicazione dei pani e dei pesci, con un pane al centro e tre
pesci intorno |
Cap: 90015 Prefisso: 0921 Altitudine: m. 15 Superficie: kmq. 66 (Città); kmq. 4.992,25 (Provincia) Abitanti: 14.000 (Città) 1.224.778 (Provincia)| Comune | | Cefalù | | Provincia | | Palermo | | Denominazione degli abitanti. | | Cefaludesi | | In Siciliano : | | Cifalutani | | Santo patrono del Comune. | | SS. Salvatore della Trasfigurazione | | Ricorrenza della festa patronale. | | 6 Agosto | | Codice postale CAP. | | 90015 | | Telefono centralino del Municipio. | | 0921/924111-212245-21226 | | Fax del Municipio. | | 421450-921370 | | E-mail del Comune. | | Info@comune.cefalu.pa.it | | Stazione ferroviaria più vicina. | | Cefalù | | Sede dell’Ufficio turistico locale. | | Azienda Soggiorno Cefalù | |
www.cefalu-tour.pa.it/
| | Indirizzo Ufficio turistico locale. | | Corso Ruggero, 77 | | Telefono Ufficio turistico locale. | | 921990-421458 | | Come Arrivare | Stazione Ferrovie dello Stato, piazza Stazione tel. 0921.923147 collegamenti con le principali città italiane Autostrada A 20 (uscita Cefalù) Taxi, via Garibaldi tel. 0921. 422158; piazza Vittime del 16-3-78, tel. 0921. 422554 Trasporti urbani, La Spisa Autolinee, via Cavour n. 6, tel. 0921.424301 | Arte e Musei | Museo della Fondazione Mandralisca
via Mandralisca, 13 - Tel. 0921/421547 h. 9-12.30 e 15.30-18
(inverno); h. 9-12.30 e 15.30-19 (estate); h. 9-12.30 e 15.30-24 (dal
15/7 al 31/8) | Museo "Fra Gianmaria da Tusa" Località Gibilmanna, Santuario Maria Santissima - Tel. 0921/420883 h. 9.30-12.30 e 15.30-19 (da aprile a settembre); h. 9-13 e 15-17 (da ottobre a marzo)
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