Nella Sicilia interna, a 931 metri su un terrazzamento montano che ha la forma di un ferro di cavallo, sorge il più elevato fra i capoluoghi di provincia italiani: Enna. Centro strategico sin dall'antichità ("l'ombelico della Sicilia", per il poeta greco Callimaco), fu una vera e propria fortezza in epoca bizantina. Espugnata dagli Arabi nell'859, rifiorì in epoca medievale con Federico II di Svevia e Federico II d'Aragona (XIV secolo). Di quel periodo restano numerose testimonianze architettoniche. Nel castello di Lombardia, per cominciare, collocato nel punto più alto della città. Eretto in epoca sveva, deve il suo nome con tutta probabilità a una delle colonie di emigrazione lombarda nell'isola. E' sviluppato in modo irregolare attorno a tre corti di grandi dimensioni: la prima, detta degli Armati, ospita un teatro all'aperto; la terza era quella occupata dagli appartamenti di Federico III d'Aragona. In origine aveva 20 torri, oggi ne restano 6. La più alta, e ben conservata, è quella detta Pisana: da qui la vista sul territorio circostante è notevole: i Nebrodi e il lago di Pergusa sembrano stare lì, ai piedi della città. E' nello specchio d'acqua di questo lago naturale che, secondo la leggenda, il dio Plutone rapì Proserpina, figlia di Cerere.
Caltanissetta si estende nell'alta valle del Salso alle pendici del monte San Giuliano. Già esistente in epoca pregreca, fu battezzata "Nissa", e in seguito rinominata dagli Arabi con l'aggiunta della parola "kalat", che significa "castello". Il centro storico è dominato dalla chiesa di Sant'Agata, seicentesca, costruita dai gesuiti, con un interno decorato con preziose opere d'arte: tra tutte, la pala d'altare marmorea raffigurante "Sant'Ignazio in gloria", di Ignazio Marabitti. La cattedrale custodisce affreschi settecenteschi di Guglielmo Borremans; la chiesa di San Domenico, edificata nel XVIII secolo, mostra ancora le tracce del preesistente edificio quattrocentesco. Di grande interesse è il Museo civico, dove sono riuniti materiali archeologici di diverse epoche, emersi dagli scavi effettuati a Capodarso, Gibil-Gabib, Sabucina. Non distante dal capoluogo di provincia è Piazza Armerina, adagiata fra i boschi, uno dei centri archeologici più importanti della Sicilia. Nelle vicinanze del centro abitato si trovano, infatti, gli imponenti resti della villa romana del Casale, uno dei più significativi esempi di rustico padronale dell'antichità. Conosciuti in tutto il mondo, i mosaici del pavimento di questa villa, risalente al III-IV sec. d.C., costituiscono un prezioso documento di valore artistico, utile anche per ricostruire vita, usi e costumi dell'epoca romana. L'edificio è articolato in tre grandi raggruppamenti: l'ingresso principale con il quartiere termale; il nucleo centrale con il peristilio, la basilica e gli ambienti privati; il triclinio e il peristilio ellittico. Tra gli esempi più interessante di arte musiva si annoverano le scene della Piccola caccia e della Grande caccia, raffigurante la cattura di belve destinate ai giochi in anfiteatro. Celeberrima è la rappresentazione in mosaico delle Dieci ragazze: dieci figure femminili che indossano costumi simili ai moderni bikini, impegnate in gare ginniche. Il nome Enna deriva dal latino antico Henna che significa "alta". Nel tempo essa fu Castrum Ennae per i Romani che significa "Castello di Enna" e Qasr Yãnnah per gli Arabi che vuol dire "Casale Enna". In seguito fu chiamata Castrogiovanni e conservò questo nome sino al 1927 quando venne ripristinata l'originale denominazione. Essa fu colonia prima greca e poi gelese tra i secoli VII e VI a.C.. Intorno al III secolo a.C. conobbe il dominio cartaginese e nel 258 a.C. quello romano. Il borgo fu dimora dei Bizantini che la fortificarono militarmente come avamposto per la lotta contro i Musulmani. Nel 1087 venne conquistata dai Normanni, quindi fu sottomessa alla dinastia sveva che fece erigere due potenti strutture di difesa: il Castello di Lombardia e il Castello Vecchio o Torre di Federico. Nel 1300 circa vi si stabilì la dinastia aragonese nella persona di Federico II che ottennne il titolo di "re di Trinacria" e convocò per la prima volta il Parlamento Siciliano. Nel tempo il paese fu signoria di diverse famiglie nobili. Nel 1926 venne eletto a capoluogo di provincia.
I Trasporti in provincia di Enna
Linee aeree
La provincia di Enna risulta essere sprovvista di aeroporti. L'aeroporto più vicino è il Filippo Eredia di Catania - Fontanarossa, posto a circa 100 km. da Enna. Da esso sono possibili collegamenti quotidiani con tutte le principali località italiane e internazionali.
Linee marittime
Il porto più vicino risulta essere quello di Catania.
Linee stradali
Strade Statali La provincia di Enna è attraversata dalle seguenti strade statali:
La strada statale 117: S. Stefano di Camastra (Me) - Leonforte (En)
La strada statale 117 bis: Gela (Cl) - Enna
La strada statale 120: Cerda (Pa) - Fiumefreddo (Ct)
La strada statale 121: Palermo - Catania
La strada statale 191: Caltagirone (Ct) - Bivio Vigne Vanasco
La strada statale 192: Catania - Enna
La strada statale 288: Piazza Armerina (En) - Bivio Gerbini (Ct)
La strada statale 575: Troina (En) - Paternò (Ct)
Autostrade La provincia di Enna risulta essere attraversata dalla autostrada A19 che collega Palermo con Catania. Detta autostrada è a due corsie più corsia di emergenza in entrambi i sensi di marcia e non prevede pagamento di pedaggio autostradale.
La A19 è fornita delle seguenti aree di servizio:
Caracoli tra lo svincolo di Termini Imerese e quello della Zona Industriale;
Scillato tra lo svincolo di Buonfornello e quello di Scillato;
Sacchitello tra lo svincolo di Enna e quello di Mulinello;
Gelso Bianco presso lo svincolo di Motta Sant'Anastasia