Isola di Linosa Territorio:L'isola di Linosa é geologicamente di origine vulcanica, ancora oggi presenta i suoi tre crateri Monte Vulcano, Monte Rosso e Monte Nero. Anticamente Linosa era chiamata Algusa o Aethusa, essa fu abitata durante l'epoca Romana e durante l'epoca araba, successivamente restó disabitata fino alla metá del 16° secolo, poi fu luogo di rifugio per i pirati e i trafficanti di schiavi. Divenne colonia ad opera di Bernardo Savinsente nel 1845. Oggi l'isola conta circa 450 abitanti; il paesaggio é molto caratteristico e inconsueto, fatto di case variopinte: bianche e rosa, bianche e verdi con strisce bordeaux contornanti porte e finestre; dello stesso stile è il piccolo cimitero. Suggestive le calette, la Grotta del Greco, la Grotta Tramontana, queste possono essere visitate quasi esclusivamente in barca, cosí anche i Faraglioni; mentre, paesaggio bellissimo e selvaggio é quello di Punta Balata Piatta e di Fili. Malgrado Linosa sia priva di acqua, é coltivata di capperi e viti; il mare é molto ricco di pesce: tonni, ricciole, cernie, saraghi, crostacei e molluschi di ogni genere. L'isola di Linosa é collegata giornalmente a Lampedusa (a sua volta collegata a Palermo) dall'aliscafo e da una nave che diparte da Porto Empedocle (AG). Linosa, di piccole dimensioni, é l'isola che per eccellenza si presta alle vacanze da vivere a contatto con la natura Cenni storici: La storia antica di Linosa è frammentaria. L'insediamento umano nell'isola si deve alla politica coloniale e di borboni, con un primo nucleo di trenta abitanti provenienti da Ustica, Agrigento e Pantelleria, nel 1845. Probabilmente fino ad allora l'isola era stata base occasionale per pirati e pescatori stagionali. Lungo la strada che conduce alla località Mannarazza si sono e primitive abitazioni degli abitanti dell'isola.Insediamenti romani sono testimoniati dalle cisterne per la raccolta dell'acqua piovana presenti un pò in tutto il territorio e che dimostrano l'uso come base strategica dell'isola da parte dei romani nel periodo che va dal 264 al 164 A.C.. Sui fondali della secca di levante sono state ritrovate numerose ancore ed anfore. Le Case:Sebbene sia rimasto ben poco, ormai, delle costruzioni più antiche, il centro abitato dell'isola presenta ancora una certa sua fisionomia, che è poi la caratteristica più saliente dell'architettura urbanistica linosana.
Le case si presentano, infatti, costruite a piano terra, qualcuna arriva
solamente al primo piano. Le facciate sono bianche o colorate, con strisce
perimetrali alle porte ed alle finestre di colore contrastante. I tetti a
terrazzo, come nella classica architettura mediterranea. Il marciapiede
antistante, considerato come facente parte più della casa che della strada,
è spesso arricchito da vasi di fiori, e tenuto pulito come la casa stessa,
così che tutti gli abitanti, specie d'estate, vi siedono tranquillamente al
fresco. Molte hanno, nella zona retrostante, un giardinetto. Le abitazioni
più recenti, costruite nelle zone periferiche, sono delle villette
circondate dal verde e da una magnifica fioritura di buganvillee, oleandri,
gerani e rose. Le strade si presentano relativamente larghe, asfaltate e
molto pulite; mancano di segnaletica stradale, ma il limitato traffico
automobilistico non ne risente. |
 




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>Pubblicità | >Hotels - Villaggi | >Campeggi | >Agriturismo | >Ostelli - Rifugi alpini | Come arrivare: Alle Pelagie si arriva via aerea da Palermo e con navi traghetto giornaliere da Porto Empedocle. Lampedusa è collegata con l'aeroporto di Palermo (il volo dura 30 minuti ed ha cadenza giornaliera (per informazioni Aeroporto di Lampedusa tel 0922.970006, Alitalia Ati tel 0922.970299) |
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