Riserva Naturale "Macalube di Aragona La Riserva Naturale Integrale Macalube di Aragona si trova 4 Km a SO di Aragona e 15 Km a N di Agrigento. L'area
di riserva è caratterizzata da forme dolci, costituite da
depositi prevalentemente argillose solcate da una fitta rete di
valloni, percorsi periodicamente da acque derivanti da concentrate
precipitazioni stagionali. A
causa della povertà dei suoli e dell'aridità del
clima la vegetazione predominante è costituita da piante
erbacee. In autunno con le prime piogge le alture sono coperte da
leggero prato verde, che in primavera in un esplosione di colori veste
le colline con un tappeto di fiori selvatici. Col sopraggiungere
dell'estate tornano a prevalere i colori ambrati tipici della stagione
calda siciliana. In
questo contesto generale spicca con notevole suggestione la collina dei
Vulcanelli; essa si presenta come una landa brulla di colore dal
biancastro al grigio al grigio scuro, dalla quale si elevano, quasi a
ricordare un paesaggio lunare, una serie di vulcanelli di fango, alti
intorno al metro. All'elevata
valenza naturalistica le Macalube associano un importante interesse
culturale. L'Occhiu di macalubi (appellativo locale che deriva dalla
forma circolare della collina e dal colore biancastro che ha per gran
parte dell'anno) ha da sempre suscitato l'attenzione della
comunità scientifica ed un profondo fascino nei viaggiatori
stranieri venuti in Sicilia: le più antiche testimonianze
sul fenomeno vengono fatte risalire al filosofo greco Platone; Guy De
Maupassant vedeva i vulcanelli come pustole di una terribile malattia
della natura (1885). Molte
sono le leggende nate dalla fantasia popolare intorno al fenomeno: si
racconta che un tempo una città sorgesse là dove
ora scruta l'Occhiu di macalubi, e che un giorno, a causa di un offesa
fatta alla divinità dimorante nella collina, la
città fosse stata spinta nelle viscere della terra,
lasciando in superficie una landa desolata cosparsa di piccoli coni
rigurgitanti fango. Oggi le Macalube vengono ricondotte alla realtà del fenomeno naturale di cui sono la manifestazione. La
Riserva nasce per tutelare un raro fenomeno geologico, che per analogia
con quello vulcanico viene definito vulcanesimo sedimentario. Questo
tipo di fenomeno rientra nelle manifestazioni petrolifere superficiali
di tipo gassoso. Il
vulcanesimo sedimentario si manifesta in presenza di gas sottoposto ad
una certa pressione ed in relazione con argille non consolidate
intercalate in livelli di acqua salata. I gas delle Macalube sono
costituiti essenzialmente da metano. Questi
per effetto della pressione, sfuggono dal sottosuolo, attraverso
discontinuità del terreno, trascinando con sé
sedimenti argillosi ed acqua, che deposti in superficie danno luogo ad
un cono di fango, dalla cui sommità attraverso un cratere
fuoriesce il gas. Vi è quindi analogia morfologica con gli
apparati vulcanici. Periodicamente
la collinetta delle Macalube è sconvolta da eruzioni
esplosive, accompagnate da boati, con espulsione di materiale argilloso
misto a gas ed acqua scagliato a notevole altezza, e dovute alla
pressione esercitata da ammassi di gas accumulatisi nel tempo, al di
sotto della sua superficie. Non
meno interessante è l'aspetto floristico della riserva; la
vegetazione spontanea, presente sulla collinetta e lungo i valloni
calanchivi, è infatti adattata a vivere in un habitat
particolare caratterizzato dalle peculiarità geologiche, da
una elevata salinità e dalla scarsa piovosità;
queste condizioni hanno determinato la presenza di un numero cospicuo
di endemismi come l'Aster sorrentinii e la Lavatera agrigentina; tipica
è la gariga–steppa formata dal Lygeum spartum e
dalla Salsola agrigentina, specie endemica che ha il suo locus
classicus nelle Macalube. In primavera si può osservare una
variopinta fioritura, dalle orchidee alle specie più comuni. L'esistenza
di piccoli stagni favorisce lo sviluppo della fauna entomologica, la
riproduzione degli anfibi (Discoglosso dipinto, Rana verde) e la
presenza di un'abbondante popolazione di rettili. L'area
di riserva è inoltre territorio di caccia di alcune specie
di rapaci (Falco di palude, Gheppio, etc.) e zona di sosta per gli
uccelli durante i periodi di migrazione. Per
accedere alla riserva è necessario raggiungere il centro
abitato di Aragona che si trova a km. 56 della S.S. 189 Agrigento
– Palermo e seguire le indicazioni esistenti o contattare
l’ufficio della riserva. L’ufficio è
aperto tutti i giorni per la prenotazione di visite guidate e per
fornire informazioni sull’area; presso la sede è
inoltre, possibile consultare e visionare materiale didattico ed
audiovisivo sulla Riserva e sulle tematiche ambientali. |