MESSINA
Messina (C.A.P. 98100)capoluogo di provincia, dista 288 Km. da Agrigento, 229 Km. da Caltanissetta, 96 Km. da Catania, 193 Km. da Enna, 259 Km. da Palermo, 200 Km. da Ragusa, 154 Km. da Siracusa, 358 Km. da Trapani.Il comune conta 262.224 abitanti e ha una superficie di 21.123 ettari per una densità abitativa di 1241 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona litoranea collinare, posta a 3 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Piazza Municipio n. 1, tel. 090-7721. Le attività economiche principali sono l'agricoltura, l'allevamento e l'industria. Le colture prevalenti sono il grano, i cereali, i foraggi, l'uva, le olive, la frutta secca e la frutta in genere. Gli allevamenti presenti sono quelli di bovini, ovini, suini ed equini. Posta in un sito di eccezionale bellezza, a guardia dello Stretto, che appare come un magico lago sul quale digradano le montagne calabresi e siciliane, Messina è conosciuta nel mondo attraverso gli sfondi dei quadri di Antonello, che è stato lo straordinario ambasciatore della “messinità”. Chiave della Sicilia, come è definita dai cronisti medievali, Messina ha vissuto la sua bimillenaria vicenda intorno al porto, scalo naturale fra i più accoglienti del Mediterraneo. Collocata in posizione strategica sulle rotte dei commerci e delle guerre , fu fondata verso la metà dell’VIII sec. a.C. da pirati calcidesi col nome di Zancle, forse per la suggestione derivata dalla forma del suo porto che ricorda una falce (zanclon in lingua sicula). Ribattezzata Messina da coloni messeni, che la ripopolarono nel V sec. a.C., prosperò nell’età greca e romana, tanto da essere definita da Cicerone civitas maxima et locupletissina. Conquistata dagli Arabi nell’843, attraversò uno dei momenti più bui della sua storia, perchè il porto cessò ogni attività e il centro abitato si spopolò quasi del tutto. Recuperata nel 1061 dai Normanni alla cristianità, risorse a nuova vita divenendo uno degli empori più frequentati del Mediterraneo ed accogliendo tra le sue mura una popolazione composita e laboriosa, diretta da una èlite formata da piccoli nobili e burocrati. Sede, a partire dal ‘500, di una fiorente industria della seta, commercializzata durante la fiera di mezz’agosto assurta a dimensioni europee, si ribellò alla Spagna nel 1674-78 e fu punita duramente. La ripresa economica, sociale e civile fu frenata dall’epidemia di peste del 1743 e, specialmente, dal terremoto del 1783 che la rase al suolo, mietendo tuttavia poche migliaia di vittime.
Nel XIX secolo Messina fu ricostruita e diede nuovo impulso al porto. Quasi totalmente distrutta dal terremoto del 28 dicembre 1908, che uccise oltre 70.000 dei 160.000 abitanti, tra gli anni Dieci e Trenta fu riedificata sulla base di un razionale piano regolatore. L’economia cittadina fu connotata da una profonda trasformazione: le attività portuali subirono una flessione e la città si indirizzò progressivamente verso il terziario. Durante la II guerra mondiale i furiosi bombardamenti del 1943 deturparono il volto di Messina, che fu costretta ancora una volta ad una sofferta ricostruzione. Oggi conta oltre 250.000 abitanti. La città presenta un impianto urbanistico moderno, nel quale si incastonano le testimonianze architettoniche sopravvissute ai terremoti ed ai bombardamenti. L’architettura della ricostruzione, dopo il sisma del 1908, è stataa lungo considerata come espressione di un’arte minore e priva di pregi. Oggi ci si rende conto che gli edifici in stile liberty o “eclettico” offrono testimonianza di una civiltà architettonica di tutto rispetto. Molti palazzi di via Garibaldi e corso Cavour, i villini Drago, il palazzo di Giustizia, la Camera di Commercio, il Municipio, la Galleria, la Dogana hanno un’alta dignità. D’altra parte gli architetti che lavorarono per la resurrezione di Messina: Basile, Coppedè, Piacentini e molti altri, furono tra i maggiori della loro epoca. Di Ernesto Basile si può ammirare l’edificio della Cassa di Risparmio, in via Garibaldi, col suo splendido salone in stile Liberty. Tra i monumenti più antichi, il più notevole è il Duomo, costruito in età normanna e consacrato, alla presenza dell’imperatore Enrico VI, nel 1197. Più volte distrutto e ricostruito, presenta un aspetto molto diverso da quello originale.
Brevi note storiche:
I cartaginesi la rasero al suolo nel 396 a.C.: fu ricostruita da mercenari Mamertini che in seguito, in lotta con Siracusa, provocarono la prima guerra punica.
Da sempre base navale ambita da tutti, ha visto passare conquistatori d'ogni epoca; rifiorì con i normanni cui proprio quel braccio di mare portò fortuna. Aspirò sempre ad essere capitale per la sua posizione e per le sue ricchezze: solo le discordie interne, con le lotte tra le due grandi famiglie dei Merli e dei Malvezzi glielo impedirono. Tradita dal re di Francia Luigi XIV, che la mise nelle mani degli spagnoli, i suoi abitanti preferirono la via dell'esilio in Turchia. Pestilenze e terremoti fecero il resto.
Fu la prima città siciliana a insorgere nel 1848 e l'ultima ad essere raggiunta da Garibaldi con le camicie rosse. Il porto ne favorì l'economia dopo l'unità d'Italia, riportandola al suo rango di grande base navale mediterranea. I Trasporti nel comune di Messina Linee aereeLa provincia di Messina risulta essere sprovvista di aeroporti. L'aeroporto più vicino è il Filippo Eredia di Catania - Fontanarossa, posto a circa 100 Km. da Messina. Da esso sono possibili collegamenti quotidiani con tutte le principali località italiane e internazionali. Linee stradali
Intinerari Turistici in Provincia
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||