Popolazione
Capoluogo: 261.134 ab.
Provincia: 679.909 ab.
Superfice: 3.247 kmq

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SANT'ANGELO DI BROLO
SANTA TERESA DI RIVA
SAN TEODORO
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VISITARE MESSINA MOLTI GLI ITINERARI DELLA PROVINCIA PER LE VACANZE

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Turismo: La Fontana di Orione

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Piatto Tipico: Braciole di pesce spada alla ghiotta

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Editoria e musica:
Messina com'eraoggi Topografia ed immagini della sua storia
Il centro storico di Messina (Strutture urbane e patrimonio artistico)
I borghi di Messina (Strutture Urbane e Patrimonio Artistico)
I casali di Messina (Strutture Urbane e Patrimonio Artistico)

Messina (C.A.P. 98100)capoluogo di provincia, dista 288 Km. da Agrigento, 229 Km. da Caltanissetta, 96 Km. da Catania, 193 Km. da Enna, 259 Km. da Palermo, 200 Km. da Ragusa, 154 Km. da Siracusa, 358 Km. da Trapani.

Il comune conta 262.224 abitanti e ha una superficie di 21.123 ettari per una densità abitativa di 1241 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona litoranea collinare, posta a 3 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Piazza Municipio n. 1, tel. 090-7721.

Le attività economiche principali sono l'agricoltura, l'allevamento e l'industria. Le colture prevalenti sono il grano, i cereali, i foraggi, l'uva, le olive, la frutta secca e la frutta in genere. Gli allevamenti presenti sono quelli di bovini, ovini, suini ed equini.

Posta in un sito di eccezionale bellezza, a guardia dello Stretto, che appare come un magico lago sul quale digradano le montagne calabresi e siciliane, Messina è conosciuta nel mondo attraverso gli sfondi dei quadri di Antonello, che è stato lo straordinario ambasciatore della “messinità”. Chiave della Sicilia, come è definita dai cronisti medievali, Messina ha vissuto la sua bimillenaria vicenda intorno al porto, scalo naturale fra i più accoglienti del Mediterraneo. Collocata in posizione strategica sulle rotte dei commerci e delle guerre , fu fondata verso la metà dell’VIII sec. a.C. da pirati calcidesi col nome di Zancle, forse per la suggestione derivata dalla forma del suo porto che ricorda una falce (zanclon in lingua sicula). Ribattezzata Messina da coloni messeni, che la ripopolarono nel V sec. a.C., prosperò nell’età greca e romana, tanto da essere definita da Cicerone civitas maxima et locupletissina. Conquistata dagli Arabi nell’843, attraversò uno dei momenti più bui della sua storia, perchè il porto cessò ogni attività e il centro abitato si spopolò quasi del tutto. Recuperata nel 1061 dai Normanni alla cristianità, risorse a nuova vita divenendo uno degli empori più frequentati del Mediterraneo ed accogliendo tra le sue mura una popolazione composita e laboriosa, diretta da una èlite formata da piccoli nobili e burocrati. Sede, a partire dal ‘500, di una fiorente industria della seta, commercializzata durante la fiera di mezz’agosto assurta a dimensioni europee, si ribellò alla Spagna nel 1674-78 e fu punita duramente. La ripresa economica, sociale e civile fu frenata dall’epidemia di peste del 1743 e, specialmente, dal terremoto del 1783 che la rase al suolo, mietendo tuttavia poche migliaia di vittime.

 

Nel XIX secolo Messina fu ricostruita e diede nuovo impulso al porto. Quasi totalmente distrutta dal terremoto del 28 dicembre 1908, che uccise oltre 70.000 dei 160.000 abitanti, tra gli anni Dieci e Trenta fu riedificata sulla base di un razionale piano regolatore. L’economia cittadina fu connotata da una profonda trasformazione: le attività portuali subirono una flessione e la città si indirizzò progressivamente verso il terziario. Durante la II guerra mondiale i furiosi bombardamenti del 1943 deturparono il volto di Messina, che fu costretta ancora una volta ad una sofferta ricostruzione. Oggi conta oltre 250.000 abitanti. La città presenta un impianto urbanistico moderno, nel quale si incastonano le testimonianze architettoniche sopravvissute ai terremoti ed ai bombardamenti. L’architettura della ricostruzione, dopo il sisma del 1908, è stataa lungo considerata come espressione di un’arte minore e priva di pregi. Oggi ci si rende conto che gli edifici in stile liberty o “eclettico” offrono testimonianza di una civiltà architettonica di tutto rispetto. Molti palazzi di via Garibaldi e corso Cavour, i villini Drago, il palazzo di Giustizia, la Camera di Commercio, il Municipio, la Galleria, la Dogana hanno un’alta dignità. D’altra parte gli architetti che lavorarono per la resurrezione di Messina: Basile, Coppedè, Piacentini e molti altri, furono tra i maggiori della loro epoca. Di Ernesto Basile si può ammirare l’edificio della Cassa di Risparmio, in via Garibaldi, col suo splendido salone in stile Liberty. Tra i monumenti più antichi, il più notevole è il Duomo, costruito in età normanna e consacrato, alla presenza dell’imperatore Enrico VI, nel 1197. Più volte distrutto e ricostruito, presenta un aspetto molto diverso da quello originale.

Brevi note storiche:
Avvolta ancora nel mistero la sua origine: secondo Tucidide, Messana sarebbe stata fondata da Perieres e Crataimenes, originari di Cuma in Campania; secondo Strabone da coloni provenienti da Mascos.
Ma era già da prima una città sicula con il nome di Zancle, cioè falce, circa tremila anni fa.
Ci dispiace per Dante e Virgilio, ma quella punta estrema della Sicilia non fu mai attaccata al continente, non ci fu mai una frattura e da sempre Scilla e Cariddi controllano quel braccio di mare.

I cartaginesi la rasero al suolo nel 396 a.C.: fu ricostruita da mercenari Mamertini che in seguito, in lotta con Siracusa, provocarono la prima guerra punica.

Da sempre base navale ambita da tutti, ha visto passare conquistatori d'ogni epoca; rifiorì con i normanni cui proprio quel braccio di mare portò fortuna. Aspirò sempre ad essere capitale per la sua posizione e per le sue ricchezze: solo le discordie interne, con le lotte tra le due grandi famiglie dei Merli e dei Malvezzi glielo impedirono. Tradita dal re di Francia Luigi XIV, che la mise nelle mani degli spagnoli, i suoi abitanti preferirono la via dell'esilio in Turchia. Pestilenze e terremoti fecero il resto.

Fu la prima città siciliana a insorgere nel 1848 e l'ultima ad essere raggiunta da Garibaldi con le camicie rosse. Il porto ne favorì l'economia dopo l'unità d'Italia, riportandola al suo rango di grande base navale mediterranea.
Questo processo di sviluppo crollò assieme alle sue case nel 1908 con il catastrofico terremoto.
Poi si disegnò una città nuova: strade larghe, costruzioni antichissime e di stile moderno, ma il Duomo fu ricostruito com'era perché fosse elemento di continuità e memoria storica.
Con l'ultimo conflitto mondiale subì pesanti bombardamenti, al pari delle altre città siciliane.

I Trasporti nel comune di Messina

Linee aeree

La provincia di Messina risulta essere sprovvista di aeroporti.

L'aeroporto più vicino è il Filippo Eredia di Catania - Fontanarossa, posto a circa 100 Km. da Messina. Da esso sono possibili collegamenti quotidiani con tutte le principali località italiane e internazionali.

Linee stradali 

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Strade Statali
Messina è attraversata dalla strada statale 113 che collega Trapani con Messina, dalla strada statale 113d che unisce Divieto (Me) con Messina (litoranea) e dalla strada statale 114 che mette in collegamento Siracusa con Messina.

 

Autostrade
Messina è attraversata dalla autostrada A20 che collega Palermo con Messina e dalla autostrada A18 che collega Messina con Catania.
Dette autostrade sono a due corsie più corsia di emergenza in entrambi i sensi di marcia: prevedono inoltre pagamento di pedaggio autostradale.

La A20 è in fase di costruzione: si stima che verrà completata entro l'anno 2001.
La tratta in costruzione risulta essere quella Cefalù - S. Agata di Militello: per coprire tale percorso il traffico viene deviato sulla strada statale 113.

La A20 è fornita delle seguenti aree di servizio:
bullet Caracoli tra lo svincolo di Termini Imerese e quello della Zona Industriale;
bullet Acquedolci Sud tra lo svincolo di Furiano e quello di Sant'Agata di Militello;
bullet Tindari tra lo svincolo di Patti e quello di Falcone;
bullet Olivarella Sud tra lo svincolo di Barcellona Pozzo di Gotto e quello di Milazzo;
bullet Divieto tra lo svincolo di Rometta e quello di Villafranca.

La A18 è fornita invece delle seguenti aree di servizio:
bullet Tremestieri presso lo svincolo di Tremestieri;
bullet S. Teresa di Riva tra lo svincolo di S. Teresa di Riva e quello di Taormina;
bullet Calatabiano tra lo svincolo di Calatabiano e quello di Fiumefreddo;
bullet Aci S. Antonio presso lo svincolo di Aci S. Antonio.

Intinerari Turistici in Provincia  

Acquedolci:
La Grotta di San Teodoro
Alcara li Fusi:
La Chiesa Madre
Alì Terme:
Le terme di Granata Cassibile
Alì:
La Chiesa Madre
Antillo:
Il Carnevale
Barcellona Pozzo di Gotto:
Il Duomo di San Sebastiano
Basicò:
Per le vie del paese
Brolo:
Il Castello Medievale
Capizzi:
La Chiesa di San Giacomo
Capo d'Orlando:
La Villa Romana di Bagnoli
Caprileone:
Per le vie del paese
Caronia:
Il Castello
Casalvecchio Siculo:
La Chiesa SS. Pietro e Paolo
Castel di Lucio:
La Chiesa Madre
Castel Mola:
La Chiesa di San Giorgio
Castell'Umberto:
La Chiesa Madre
Castroreale:
La Chiesa Madre
Cesarò:
La Chiesa Madre
Condrò:
La Chiesa Madre
Falcone:
Per le vie del paese
Ficarra:
La Chiesa Madre
Fiumedinisi:
Il Duomo di SS. Annunziata
Floresta:
Per le vie del paese
Fondachelli Fantina:
Per le vie del paese
Forza d'Agrò:
La Chiesa Madre
Francavilla di Sicilia:
Il Castello
Frazzanò:
L'Abbazia Basiliana
Furci Siculo:
L'Area di Nocifolio
Furnari:
La Torre
Gaggi:
Le Gole dell'Alcantara
Galati Mamertino:
La Chiesa Madre
Gallodoro:
La Chiesa di Santa Maria dell'Assunta
Giardini Naxos:
La Zona Archeologica
Gioiosa Marea:
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Graniti:
Le Gole dell'Alcantara
Gualtieri Sicaminò:
La Chiesa Madre
Itala:
La Chiesa S.S. Pietro e Paolo
Leni:
Il Santuario di Santa Maria del Terzito
Letojanni:
La Chiesa Parrocchiale
Librizzi:
Per le vie del paese
Limina:
La Festa di San Filippo d'Agira
Lipari:
La Cattedrale
Longi:
La Chiesa Madre
Malfa:
La Chiesa di Sant'Anna
Malvagna:
La Cuba
Mandanici:
La Chiesa Madre
Mazzarrà Sant'Andrea:
Per le vie del paese
Merì:
La Chiesa Madre
Messina:
La Fontana di Orione
Milazzo:
Il Castello
Militello Rosmarino:
La Chiesa di Sant'Annunziata
Mirto:
Per le vie del paese
Mistretta:
La Chiesa Madre
Mojo Alcantara:
Le Gole dell'Alcantara
Monforte San Giorgio:
La Chiesa Madre
Mongiuffi Melia:
La Chiesa Madre
Montagnareale:
Per le vie del paese
Montalbano Elicona:
Il Castello
Motta Camastra:
La Chiesa dell'Annunziata
Motta d'Affermo:
La Chiesa Madre
Naso:
La Chiesa del Salvatore
Nizza di Sicilia:
Il Castello D'Alcontres
Novara di Sicilia:
Il Duomo
Oliveri:
Il Castello
Pace del Mela:
Per le vie del paese
Pagliara:
La Chiesa Madre
Patti:
La Villa Romana
Pettineo:
La Chiesa Madre
Piraino:
Il Convento di San Francesco
Raccuja:
La Chiesa Madre
Reitano:
La Madonna del Carmelo
Roccafiorita:
Il Santuario di Monte Kalfa
Roccalumera:
La Torre di Sollima
Roccavaldina:
La Chiesa Madre
Roccella Valdemone:
Per le vie del paese
Rodì Milici:
Il Carnevale dei Mesi dell'Anno
Rometta:
Il Palatium Federiciano
San Filippo del Mela:
Il Duomo
San Fratello:
Il Santuario dei Tre Santi
San Marco d'Alunzio:
Il Monastero delle Monache Benedettine
San Pier Niceto:
La Chiesa di San Caterina
San Piero Patti:
La Chiesa di Santa Maria
San Salvatore di Fitalia:
La Chiesa Madre
San Teodoro:
Per le vie del paese
Sant'Agata di Militello:
Il Castello
Sant'Alessio Siculo:
Il Castello
Sant'Angelo di Brolo:
La Chiesa Madre
Santa Domenica Vittoria:
Per le vie del paese
Santa Lucia del Mela:
Il Castello
Santa Marina Salina:
La Zona Archeologica
Santa Teresa di Riva:
La Torre dei Saraceni
Santo Stefano di Camastra:
Il Santuario del Letto Santo
Saponara:
La Chiesa Madre
Savoca:
Il Convento dei Cappuccini
Scaletta Zanclea:
Il Castello
Sinagra:
La Chiesa Madre
Spadafora:
Il Palazzo Baronale
Taormina:
Il Teatro Greco
Terme Vigliatore:
La Villa Romana di San Biagio
Torregrotta:
La Chiesa del SS. Crocifisso
Torrenova:
La Porta di Pietra di Roma
Tortorici:
La Chiesa di San Nicolò
Tripi:
La città di Tindari,
Il Santuario della Madonna di Tindari
Tusa:
La zona archeologica Halaesa Arconidea
Ucria:
La Chiesa Madre
Valdina:
Per le vie del paese
Venetico:
Il Castello
Villafranca Tirrena:
Il Santuario di Gesù Ecce Homo
 

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