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Agata Santa. Storia, arte e devozione
Catania dal 29 gennaio al 4 maggio, Museo Diocesano



Catania si trasformerà in un museo per ospitare la grandiosa mostra dedicata alla sua patrona, Sant'Agata


 Dal 29 gennaio al 4 maggio Catania si trasformerà in un museo per ospitare la grandiosa mostra - tre sedi espositive principali e quindici chiese inserite nel circuito - dedicata alla sua patrona, Sant'Agata. Oltre 250 opere d'arte - dipinti, sculture, reperti archeologici, preziosi, stampe e documenti - provenienti dall'Italia e dall'estero e da numerose diocesi siciliane andranno a comporre il gigantesco mosaico di Agata Santa: storia, arte, devozione, questo il titolo della mostra dedicata alla fanciulla catanese cui il proconsole romano fece strappare i seni perché a lui aveva preferito Dio.

La giovinetta Agata - cui la città ai piedi dell'Etna dedica ogni anno tre giorni di celebrazioni: una festa considerata la terza per grandezza dell'intera Cristianità - è tra i martiri della Chiesa maggiormente venerati e fonte di ispirazione per molti maestri. Lo provano affreschi, mosaici, dipinti e pale d'altare in tutto il mondo. Ecco perché scegliere cosa proporre non era affatto semplice. Il risultato è una mostra - coordinata per l'Arcidiocesi da Gilberto Algranti, presidente di Teknè (Milano), e dal soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Catania, Gesualdo Campo, per la Regione Siciliana - con opere d'arte (moltissime inedite) comprese in un arco di tempo che va dalla metà dal terzo secolo d.C. fino alla prima metà del Novecento. In mostra anche reperti archeologici della Catania romana teatro dei fatti con dipinti e sculture provenienti dal Louvre e dal Moreau di Parigi, dai Musei Vaticani e dalla Galleria Borghese di Roma, dal Museo di San Marco di Firenze, dall'Art Gallery di York (Inghilterra) e dall' Heritage National Museum di Malta. Decine e decine, poi, i dipinti prestati dalle istituzioni ecclesiastiche di tutto il territorio nazionale. Agata Santa è promossa dall'Arcidiocesi Metropolitana di Catania e dall'Assessorato regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione rappresentata dalla Soprintendenza di Catania, con il supporto della Provincia Regionale di Catania e della Fondazione Banco di Sicilia. Le opere saranno esposte all'interno del Museo Diocesano (dipinti e sculture), e nelle monumentali chiese barocche di San Francesco Borgia, sede della sezione archeologica-storica, e di San Placido, con le sezioni oreficeria, argenteria, coralli e arti minori insieme a quelle urbanistica e librario-documentale.

Ma altre quindici chiese - a cominciare dalla Cattedrale, con il favoloso tesoro comprendente quella corona che si vuole donata alla Santa da Riccardo Cuor di leone - rimarranno aperte per esporre i propri tesori d'arte, inseriti nel percorso di Agata santa. Tra i dipinti ci saranno la magnifica pala dell'Oratorio del Rosario di Palermo del maestro fiammingo Anthony Van Dyck e persino il celeberrimo Martirio di Sant'Agata di Giovan Battista Tiepolo, realizzato per la Basilica di Sant'Antonio a Padova. Ma anche opere del Bergognone (da Bergamo), di Bernardino Luini (da Roma), di Jacopo Ligozzi (da Piazza Armerina). Tra i reperti archeologici l'Iscrizione di Iulia Florentina, tra le più antiche testimonianze cristiane al mondo, trovata a Catania nel 1730 ma esposta nel museo parigino del Louvre, e l'Efebo di Selinunte.

Il catalogo, edito da Giunti Arte Mostre Musei, documenta i rapporti tra culto della santa e la sua iconografia attraverso le immagini e le schede di tutte le opere in mostra e con i numerosi contributi critici, tra cui quelli di Mauro Lucco, Paolo Militello, Concetta Molè, Umberto Utro, Maurizio Vitella e Gaetano Zito. Sedi espositive: Museo Diocesano, Via Etnea 8, Catania; Chiesa di San Francesco Borgia, Via dei Crociferi 17/A, Catania; Chiesa di San Placido, Piazza San Placido, Catania.
 

 

 

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