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La
Cala
V. F. Crispi
Palermo
90133 |
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Da
sempre il golfo di Palermo, riparato ed accogliente, ha costituito una
base insostituibile nell’ambito delle rotte commerciali e marittime che
attraversano il Mediterraneo. La città ne ha tratto cospicui e duraturi
benefici e, nonostante le successive modifiche e gli inevitabili
ampliamenti cui le strutture portuali vennero nei secoli sottoposte,
conserva e utilizza ancora, sia pur per le sole imbarcazioni da diporto,
quello che fu il primitivo approdo palermitano e che rimase l’unico per
la città fino al XVI secolo. Si tratta della Cala, piccola insenatura
naturale, un tempo ben più profonda dell’attuale, intorno alla quale
sorse e si sviluppò il primo nucleo dell’antico insediamento.
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Piazza
Marina
Piazza Marina
Palermo
90133
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| La
pittoresca area di Piazza Marina, come appare oggi, è il risultato
dell’intervento di G. B. Filippo Basile, che nel 1863 volle conferire un
assetto ben definito alla spianata prodotta nei secoli dal progressivo
interramento dell’insenatura della Cala. Per ingentilirne l’aspetto fu
progettato e realizzato lo stupendo Giardino Garibaldi, contraddistinto
dalla presenza di grandi ficus e armonicamente delimitato da un perimetro
monumentalmente circoscritto. Sulla piazza si affacciano la chiesa di S.
Maria dei Miracoli e le moli austere dei palazzi Denti Fatta (secentesco)
e Notarbartolo Greco (settecentesco). |
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Piazza
San Domenico
P.zza S. Domenico
Palermo
90133
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Posta
sulla Via Roma, prima che il taglio di questa ne scompaginasse l’aspetto
e ne alterasse le dimensioni, era un nobile esempio d’arte
settecentesca. A chi proveniva dalle viuzze che vi conducevano, essa,
dominata dal vasto scenario della chiesa e dalla svettante colonna,
appariva stupefacente. Due signorili palazzi, quello dei baroni di
Montalbano e quello dei duchi di Monteleone, occupavano, ognuno per tutto
un lato, la piazza. Al centro della piazza si eleva la Colonna
dell’Immacolata, del 1726, al vertice della quale sta il simulacro
bronzeo della Madonna.
Accessibile ai disabili |
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Piazza
e Fontana Pretoria
P.zza Pretoria
Palermo
90133
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| Denominata
un tempo "Piano della Corte", la piazza deve il suo attuale nome
al prospiciente Palazzo Municipale, detto anche Pretorio in quanto vi
risiedeva il "Primo cittadino" chiamato, appunto,
"Pretorio". La piazza è delimitata da bellissimi edifici, come
la Chiesa di S. Caterina e quella di S. Giuseppe dei Teatini, ed ha
conservato nei secoli la sua bellezza. Stupisce in particolare la fontana
che vi si eleva, costruita intorno al 1552 da architetti fiorentini.
L’acqua, versata dal puttino al culmine della fontana, trabocca di vasca
in vasca e si raccoglie nella più bassa, attraversata da quattro scale
rampanti. La disposizione delle numerose statue collocate sulla fontana fu
affidata alle direttive del poeta palermitano Antonio Veneziano, il quale
assegnò ad ognuna di loro un posto in base alla storia o alla leggenda
del personaggio raffigurato. |
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Piazza Bellini
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Comunicante attraverso uno stretto
e corto vicolo con la piazza Pretoria, questo spazio, dedicato ad un genio della
musica italiana, accoglie diversi monumenti risalenti ad epoche diverse.
Su un lato della piazza, anticamente chiamata il "piano della Corte"
in quanto vi era ubicato l'ingresso del palazzo senatorio, sorge il teatro
Carolino.
Edificato nei primi anni dell'ottocento, fu per tanto tempo il teatro più
frequentato della città. Successivamente chiamato teatro Bellini, oggi è una
rinomata trattoria
Dal vicolo che
congiunge Piazza Bellini con Piazza Pretoria spostando lo sguardo verso destra
è possibile vedere: l'ingresso della chiesa di Santa Caterina, il teatro
Bellini, la chiesa della Martorana e la cappella di San Cataldo.
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Porta Nuova
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La Porta
Nuova, edificata nel 1583 al posto di una precedente chiamata "porta del
sole", segna l'estremità settentrionale del Cassaro e lo inquadra in una
prospettiva il cui punto di fuga oltrepassa Porta Felice e termina a mare.
La costruzione, deliberata dal senato cittadino per celebrare il rientro
dell'imperatore Carlo V, reduce dalle vittorie africane, rievoca gli archi
trionfali romani in chiave stilistica tardo rinascimentale.La parte esterna, è
decorata con quattro grandi statue allegoriche raffiguranti mori prigionieri,
due con le mani incrociate e due con le braccia mozze
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Piazza Vittoria
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Varcando la Porta Nuova si
incontra la Piazza Vittoria, denominata un tempo "piano del Palazzo",
il luogo più antico della città dove si insediarono i fenici e in seguito i
romani e gli arabi.
Datati inizio secolo sono alcuni scavi che hanno portato alla luce i resti di
tre dimore signorili romane, risalenti probabilmente al I secolo dopo Cristo.
Il grande spazio, originariamente
privo della folta vegetazione che attualmente l'adorna, fu ricavato dalla
demolizione di interi fabbricati e già alla fine del 500 divenne il luogo dove
si svolgevano le manifestazioni che interessavano la città : feste popolari,
manovre militari e perfino esecuzioni capitali.
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Ben
visibile in questa ricostruzione la rigogliosa vegetazione che
adorna la piazza. L'asse viario del Cassaro, oggi Corso Vittorio
Emanuele, partendo da Porta Nuova, attraversa tutta la città
antica e termina a Porta Felice a pochi passi dal mare.
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Piazza Quattro Canti
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Chiamata anche Teatro del Sole,
questa piazza rappresenta una vera rivoluzione del pensiero urbanistico. Se
prima del quindicesimo secolo la costruzione di un edificio subordinava la
sistemazione urbanistica, con la realizzazione di questo spazio saranno le
strade e le piazze a determinare gli orientamenti per la evoluzione della città.
Voluta dal Vicerè marchese di Villena e progettata dall’architetto Giulio
Lasso, simboleggia con quattro statue poste su altrettante vasche in marmo, le
quattro stagioni
Si
distinguono: la statua di Eolo per l’inverno, Venere per la primavera, Cerere
per l’estate e una donna con il capo cinto da foglie di vite e grappoli
d’uva per l’autunno.
Al di sopra di questo, altri due ordini di statue raffigurano i re spagnoli e
superiormente le Sante care al popolo palermitano: Santa Cristina, che fu
patrona della città, Santa Ninfa martire, Santa Oliva nel cantone
dell’autunno e Santa Agata nata a Dicembre nel cantone dell’inverno
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La Piazza Cappuccini
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La piazza Cappuccini, al termine
della via Pindemonte, ospita un complesso formato dall'omonimo convento e da un
piccolo cimitero. L'attuale chiesa della Madonna della Pace è il frutto di una
rivisitazione di una precedente chiesa barocca. All'interno molte sono le opere
d'arte, anche se la sua fama è dovuta alla presenza delle sottostanti
catacombe. Numerosi scheletri, ancora vestiti, di personaggi laici e religiosi,
appesi alle pareti o sepolti in casse aperte, mostrano il macabro scenario della
morte.
L'intenzione dell'ordine dei
cappuccini è quella di infondere nel visitatore il senso della temporaneità
delle cose umane, contrapposto all'eternità della vita spirituale dell'anima.
Adiacente alla chiesa è ubicato un piccolo cimitero, sempre gestito e curato
dall'ordine dei cappuccini. Cappelle mortuarie e lapidi sono inserite in un
piccolo giardino sempre fiorito che, a differenza dei lugubri e inquietanti
scenari offerti dai soliti cimiteri, volutamente comunica un tranquillo senso di
pace
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Piazza Kalsa
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Quando i re arabi sentirono
vacillare la sicurezza del regno, decisero di spostare la sede di potere in una
zona aperta all'esterno. Il quartiere della Kalsa, vicino il mare, rispondeva ai
requisiti di sicurezza e divenne il centro residenziale degli arabi. Qui
costruirono la reggia e le moschee, dettando la prima vera espansione
controllata del nucleo originario della città. La piazza Kalsa oggi corrisponde
al cuore dell'antico insediamento arabo e, pur priva delle meravigliose
costruzioni arabe, custodisce la magia di una storia più recente.
La separazione con il foro italico
è ancora costituita dalle antiche mura di Palermo dalle quali si intravede il
mare, attraverso la cinquecentesca Porta dei Greci. Chiamata anche Porta
d'Africa, fu aperta nel 1553, sebbene la realizzazione esterna è del 1582,
nell'ambito della sistemazione del foro italico, voluta dal viceré Marcantonio
Colonna. L'edificio adiacente alla porta fu edificato nel 1832 sulle rovine di
un precedente edificio. Il marchese Enrico Forcella, da cui il nome del palazzo,
si ispirò allo stile delle costruzioni arabo normanne.
Posizionati su due
angoli opposti del perimetro della piazza la chiesa di Santa Teresa con la sua
splendida facciata barocca e la Porta dei Greci che, con il palazzo Forcella,
separa la piazza Kalsa dal lungomare del Foro Italico.
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Piazza Indipendenza
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Esterna alla città antica, Piazza
Indipendenza era il punto di collegamento fra la città e la campagna, come
testimonia la presenza della stazione di riposo dei viandanti, ancor oggi
visibile all’angolo con il Corso Alberto Amedeo. Fino al 1866 era chiamata
Piano di Santa Teresa per la presenza della chiesa della Madonna dei Rimedi sul
fronte settentrionale della piazza, appartenuta all’ordine dei Carmelitani
Scalzi, noti come Teresiani.
L'attuale denominazione risale
alla fine delle guerre d’indipendenza, quando vi fu eretto centralmente un
obelisco per commemorare i caduti. Tra gli elementi architettonici che
circondano la piazza, risaltano la grandiosità del Palazzo Reale, che
costituisce la quinta meridionale della piazza, e il palazzo
d’Aci-D’Orleans, sede della presidenza della Regione Siciliana
questa ricostruzione sono visibili
quattro degli elementi architettonici che ornano la piazza. Da sinistra si
possono notare: la chiesa di S.ta Maria dei Rimedi, l'obelisco coperto dalla
folta vegetazione del giardino, il palazzo dei Normanni e Palazzo
d'Aci-D’Orleans.
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