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Le vacanze a Palermo con gli itinerari da seguire

I Mercati a Palermo con la vucciria vera attrazione dei turisti di tutto il mondo

Un teatro all'aperto a Palermo è rappresentato dai mercati popolari peccato non visitare luoghi come la vucciria

I mercati di Palermo rappresentano una peculiarità tutta siciliana

 

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Palermo/Mercati

Vucciria, Capo, Ballaro', Borgo Vecchio

Vucciria, Capo, Ballaro' e Borgo vecchio sono i quattro mercati di Palermo. Luoghi caratteristici da visitare, posti da inserire sicuramente negli itinerari turistici perche' angoli del passato.

Vicino alla stazione centrale c'e' Ballaro'. Se volete subito entrare nello spirito della Sicilia oppure se prima di partire avete qualche ultimo souvenir da acquistare, Ballaro', come posizione, e' l'ideale.
La Vucciria ed il Capo, invece, sono mercati facilmente raggiungibili in quanto situati vicino a monumenti che non si possono non ammirare a Palermo.
La Vucciria, infatti, e' tra via Roma e Corso Vittorio Emanuele, all'altezza dei Quattro Canti e cioe' a due passi dalla Cattedrale e dalla meravigliosa chiesa greco-ortodossa: La Martorana.

Il Capo, invece, e' alle spalle del Teatro Massimo - recentemente riaperto - e quindi in pieno centro storico.
Borgo vecchio si trova in Corso Scina', tra Piazza Sturzo e Piazza Ucciardone, vicino al Porto ed e' aperto tutta la notte per cui, per gli amanti delle discoteche, e' diventato un luogo di ritrovo.

Tutti e quattro i mercati di Palermo presentano una caratteristica peculiare: essere rimasti immutati nel tempo, appaiono agli occhi del visitatore del XX secolo con la stessa atmosfera, gli stessi profumi, gli stessi colori che offrivano al mercante arabo del X secolo.
Tra i clacson, gli ingorghi, le vie piene di negozi, i grandi magazzini, questi posti sembrano essere anacronistici e pongono immediato il contrasto tra il nuovo ed il vecchio, tra il passato ed il presente che vive nel cuore di una metropoli quale e' Palermo.

 

La prima sensazione che si prova, lasciandosi alle spalle le grandi strade piene di automobili ed entrando in questi mercati, e' quella di stare vivendo un momento del passato.
Non ci sono insegne luminose ma enormi lampade, non esiste cellophane ma cartone, i prezzi non sono attaccati alla merce, ma indicati su pezzi di legno.
Il viottolo che si apre tra le bancarelle e' stretto ed e' spesso reso impraticabile dalla folla.

Se decidete di entrare avanzate con prudenza: toglietevi collane d'oro, orecchini ed altri gioielli che potrebbero attirare l'attenzione, inoltre, state attenti al portafoglio ed alle cineprese. Questi accorgimenti non vi devono fare pensare al Bronx oppure a probabili imboscate, anzi, in nessun altro posto vi troverete piu' al sicuro che dentro i mercati, dal momento che i commercianti hanno tutto l'interesse di attirare i turisti e di tenere lontani i borseggiatori. Insomma sono luoghi comuni i discorsi sulla pericolosita' di questi mercati ma, poiche' la prudenza non e' mai troppa e poiche', si puo' incontrare tra la folla qualche male intenzionato, e' meglio che stiate un po' attenti anche solo per non rovinarvi il ricordo di questi angoli folcloristici.

Non dovete avere paura ad entrare e, una volta li', godetevi uno spettacolo straordinario ed una ospitalita' genuina.

La peculiarita' di questi mercati e' quella di essere sopravvissuti al bombardamento del progresso. Infatti in un super mercato troviamo porte che si aprono da sole, carrelli in acciaio, luci al neon che esaltano i colori, prodotti sigillati e prezzati, mentre nei mercati di Palermo si accede dalle strade, non ci sono carrelli e la merce e' libera di respirare nei cesti di paglia o nelle cassette di legno, di essere vista alla luce naturale e di sprigionare tutta la sua fragranza olfattiva.
Il sole che bacia la Sicilia dodici mesi l'anno ed il clima di Palermo sempre mite hanno regalato il rosso fuoco ai peperoni ed al pomodoro, il giallo intenso dei limoni, il verde alle zucchine e l'argento azzurro ai pesci. E tutti questi colori, insieme ad innumerevoli altri, sono presenti in queste strade.

Qui non c'e' musica in sottofondo, anzi, la musica la creano i venditori che, a gran voce, in un dialetto incomprensibile per lo straniero, invitano ad acquistare il prodotto oppure cantano canzoni e, di tanto in tanto, si lanciano commenti da una bancarella ad un'altra.
Sarete coinvolti anche voi, vi inviteranno ad assaggiare la frutta, vi accoglieranno con un sorriso e vi faranno partecipi del buon umore che, ogni giorno, aleggia in questi luoghi.

Per il solo fatto che siete turisti, faranno a gara per rendersi ospitali, vi chiameranno e vi faranno domande, no, non per sapere i fatti vostri, ma semplicemente per iniziare una conversazione ed anche se non conoscono la vostra lingua si faranno ugualmente capire con il linguaggio universale dei gesti e con il sorriso di loro fedele compagno.
Se vi fermerete a parlare con qualcuno di loro ecco subito spuntare il venditore del banco accanto che, scherzando con il collega, vi invitera' a non dargli retta e iniziera' la sua conversazione e cosi' via, dal "virdumaro" al "carnezziere", dall"'alivaro" al "vruccularo", sarete circondati da simpatia e da cordialita'.

I profumi degli alimenti e delle spezie che provengono dalle bancarelle si uniscono in un aroma straordinario che solo qui e' possibile sentire: le panelle fritte insieme alle stigliole, il pane appena sfornato con i biscotti e gli sfingioni, il profumo acre di limoni con la fragranza dell'olio.
Anche i sapori sono quelli di una volta, avvicinatevi al banco e gustate i panini farciti di melanzane fritte, crocchette e panelle oppure gli sfincioni che spesso vengono portati su un carretto decorato spinto a mano dal venditore, assaporate i dolci nella cui preparazione i palermitani "licchi" sono dei veri specialisti: cassate, torrone, pasticcini alle mandorle, gelati, granite, impossibile resistere !

 

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