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Pasqua in Provincia |I Dolci della Pasqua |  Ricette Pasquali | La Festa di li schetti

Celebrazioni pasquali ad Agrigento e Provincia


Si rinnova l'appuntamento con la tradizione pasquale, vissuta in maniera diversa da paese a paese in un misto di religione e folklore che caratterizzano l’intera Settimana Santa.

La tradizione della Pasqua a San Biagio Platani (Tel. 0922.910285)
La tradizione degli Archi risale ai primi anni del '700 è legata ai sacri riti della Pasqua ed è opera delle confraternite dei Madunnari e dei Signurara, in artistica competizione tra loro. Non si sono ancora smontati gli archi di un anno che già si pensa a quelli dell'anno successivo, in una gara che vede coinvolta tutta la comunità, membri delle famiglie dividersi e non scambiarsi informazioni se appartenenti a "opposti" schieramenti.
La competizione diventa frenetica nella notte del Sabato Santo, allorché Madunnara e Signurara addobbano la parte di Corso Umberto loro riservata, trasformandola in un viale incantato. Per questo spettacolo servono canne, cespugli, asparagi, alloro, tronchi di agave, rosmarino, fagioli secchi, chicchi di caffè, riso, pasta di ogni tipo, mais e altri prodotti della natura in enorme quantità.Al centro del Corso, proprio dinanzi alla Matrice, lo spazio comune lungo circa 30 metri, addobbato dalle due confraternite, dove la Domenica di Pasqua avviene l'incontro tra la Madonna e Cristo(…) risorto in un tripudio di folla, composta da numerosi forestieri perché i Sambiagesi, stanchi, sono ancora a riposare. La Festa degli Archi di Pane è un'ottima vetrina per l'artig ianato locale ed essa non è che il coronamento del cerimoniale della Settimana Santa, soprattutto dei riti del Venerdì, quando le Confraternite e i fedeli accompagnano Cristo al Calvario.
 

Sommatino E' fra le provincie di Agrigento, Caltanissetta e Enna che le miniere di zolfo hanno avuto, in questi due ultimi secoli, grande importanza economica per l'isola. Così anche i minatori, numerosissimi, sono entrati prepotentemente a far parte integrante in molte manifestazioni religiose. A Sommatino hanno anche assunto un ruolo importante nella rappresentazione della Passione di Cristo. Sono loro che, in divisa ed elmetto, hanno il compito di deporre il Cristo morto dalla croce all'urna e di portarlo in processione.



A Menfi (Tel. 0925.70111),
le celebrazioni solenni, cominciano il Giovedì Santo con l’esposizione nelle chiese dei tradizionali “ lavureddi” cioè piatti dove sono stati fatti germogliare grano e cereali; la composizione ai piedi dell’altare ricorda i giardini di ades”, simboli della vegetazione con i quali i Greci ornavano la tomba di Adone, Dio della morte e della resurrezione.
Il Venerdì santo è dedicato alla spettacolare processione della Madonna Addolorata in lacrime dietro al Cristo crocifisso al Calvario.
La mattina di Pasqua i tre protagonisti sono il SS. Salvatore, S. Michele Arcangelo e la Madonna per la rappresentazione dell’Incontro. A mezzogiorno, nella via principale il simulacro di San Michele dopo aver incontrato quello di Gesù corre verso la madonna avvolta da un mantello nero, in segno di lutto, per annunciarle la resurrezione del figlio.
La madonna convinta dall’Arcangelo si avvia verso il figlio: avviene così “l’incontro” tra Gesù risolrto e la Madonna che perde il mantello nero mentre colombe nascoste prendono il volo, le campane suonano a festa e vengono sparati mini giochi d’artificio.

A Bivona (Tel. 0922.983518 )
l
e funzioni della Settimana Santa sono tanto sentite da richiamare la partecipazione di un gran numero di cittadini al rito della passione e crocifissione del Cristo.
Il Giovedì Santo, il simulacro del Cristo con la croce viene portato in processione per le vie del paese. Il Venerdì mattina l'Addolorata viene portata in processione accompagnata dalle tristi note della banda musicale fino al suggestivo incontro con il Cristo con la croce davanti alla Chiesa Madre.
In seguito il corteo si dirige al Calvario per la crocifissione. La sera, il Cristo deposto in un'urna di cristallo, seguito dall'Addolorata, viene condotto nella Chiesa di Santa Chiara con una processione solenne in cui gruppi di fedeli intonano il tradizionale lamento "populu me". Questo canto, tramandato sino ai nostri giorni da vari gruppi di cultori della tradizione popolare, rievoca la storia della passione e morte di Cristo.

Il Comune di Favara (Tel. 0922.31664)
,
nella settimana di pasqua organizza la Sagra dell’Agnello Pasquale, giunta ormai alla sua VII edizione. Icastello Chiaramontano ospiterà questo famoso appuntamento che tende a valorizzare il tipico dolce pasquale, lavorato artigianalmente dai pasticcieri locali.
Il dolce, secondo una ricetta che si tramanda da secoli, è composto da pasta reale realizzata con mandorla tritata e finemente lavorata, farcita nella parte centrale con pistacchio.
Durante la settimana santa, è possibile visitare nel piano nobile del Castello la mostra fotografica "Via Crucis". Da segnalare inoltre "Campane in festa" con l'illuminazione artistica di 15 campanili delle chiese più antiche della città.


Il Comune di Aragona:
Ad Aragona in provincia di Agrigento hanno luogo i festeggiamenti della Pasqua Santa, antichi riti religiosi che sono stati tramandati fino ai giorni nostri e che, oltre ad una marcata componente religiosa presentano elementi folkloristici molto pittoreschi. Tra gli eventi più interessanti ricordiamo L’annuncio della Resurrezione, una cerimonia durante la quale delle gigantesche effigi raffiguranti San Pietro e Paolo e la Vergine addolorata, annunciano la Resurrezione del Cristo e danno inizio ai festeggiamenti. La seconda domenica dopo Pasqua si svolge invece la Sagra du Taganu, una manifestazione popolare che richiama un nutrito pubblico anche dai centri limitrofi. La tradizione culinaria di Aragona è molto ricca, ogni festività si associa ad un cibo tipico che assume un significato profondamente simbolico ed allegorico, rappresenta un momento di festa e di momentaneo sollievo dalla sofferenze quotidiane. Questo concetto di festa ha origini molto antiche, e risale ai secoli passati in cui la popolazione viveva in condizioni di povertà, e la celebrazione della ricorrenza era vista come un momento di grande abbondanza. La festa pasquale ha ovviamente un profondo significato religioso, e durante questo periodo si è soliti preparare cibi a base di uovo e prodotti tipici dell’agricoltura locale, usanza che mostra chiaramente un attaccamento profondo al mondo arcaico. Tra i piatti tipici più caratteristici ricordiamo i panaredda e il taganu, cibi preparati durante la Settimana Santa quando si fa il pane, e per i quali si utilizzano gli stessi ingredienti necessari per il pane insieme ad una certa quantità di uova.
APT tel. 0922.401352

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