Celebrazioni pasquali a Caltanissetta e Provincia
La
Settimana Santa ha un posto di rilievo tra le tradizioni religiose del
Nisseno. In ogni paese della provincia sono previste processioni o
rappresentazioni della Passione e morte di Cristo.
La Settimana Santa,
a Caltanissetta e' una delle più imponenti e importanti
della Sicilia, sia dal punto di vista religioso che da quello storico
ed artistico. Essa affonda le proprie radici nella storia degli anni
tra il 1700 e il 1800. Le celebrazioni cominciano con la tradizionale Processione della Real Maestranza,
che ha il potere di rievocare uno dei momenti più
significativi della storia della città. Il personaggio
principale di quest’evento è il Capitano, eletto
ogni anno tra i vari rappresentanti delle più antiche
corporazioni artigiane, le quali sfilano in un imponente e coinvolgente
corteo.
Tutta la città partecipa commossa alla solenne processione penitenziale. La mattina del
Mercoledì Santo
i rappresentanti delle dieci corporazioni della città, in
abito, guanti e cravatta nera e banda musicale, accompagneranno in
corteo il Capitano fino all'ingresso del palazzo Comunale, dove il
Sindaco gli consegnerà anche quest’anno le chiavi
della città. A mezzogiorno la Real Maestranza
uscirà dalla Cattedrale, accompagnando il Santissimo che
viene portato dal Vescovo in uno splendido ostensorio d’oro,
mentre le campane e i mortaretti suoneranno e spareranno a festa.
La sera del Mercoledì Santo è la volta delle Varicedde, accompagnate da ben quindici bande musicali. Sono gruppi statuari in cartapesta, che rappresentano i Misteri della Via Crucis
e che preannunciano il grande evento del giorno successivo. Esse,
infatti, altro non sono che la riproduzione in miniatura delle Vare del Giovedì Santo,
volute all’inizio del secolo dai giovani apprendisti dei
mastri artigiani, impegnati nella realizzazione delle opere maggiori.
Le Varicedde si riuniranno in piazza Garibaldi e sfileranno
accompagnate dalle note delle bande musicali.
Spettacolari
giochi di fuochi d’artificio saluteranno la loro cosiddetta
Spartenza. Giovedì Santo, sarà invece il momento
della processione che costituisce l’evento più
importante e rappresentativo della Settimana Santa a Caltanissetta,
nato attorno al 1780: la Processione delle Vare, spettacolo di intensa suggestione. Le "Vare" o "Misteri"
sono circa 16 bare su cui stanno gruppi statuari in legno, gesso e
cartapesta a grandezza naturale, opera degli scultori napoletani
Francesco e Vincenzo Biancardi, i quali si ispirarono, per realizzarle,
ai capolavori di Raffaello, Michelangelo e Rubens. La processione
risale al lontano 1881, quando gli zolfatari della miniera di
Gessolungo, scampati ad una morte violenta, decisero di commissionare
tali opere, che rappresentano ognuna una delle stazioni della Via
Crucis di Cristo. Splendide opere, le Vare, di squisita fattura:
comincia a sfilare per prima La Cena, della corporazione dei
panificatori.
La
segue L’orazione nell’orto, dei mugnai, forse il
gruppo più bello e perfetto sotto il profilo artistico. E
ancora La cattura di Gesù dei falegnami, Il sinedrio della
miniera Testasecca e del Municipio, La flagellazione dei minatori di
Gessolungo. A seguire poi L’Ecce Homo,
massima espressione di strazio e dolore, degli ortofrutticoli. Tutte le
categorie cittadine partecipano all’evento: la miniera
Trabonella e i tipografi portano La condanna, i marmisti portano La
prima caduta, una delle più commoventi scene di martirio, i
gessai invece Il cireneo, che colpisce per l’espressione del
contadino Simone. “La veronica” è
seguita di nuovo dalla miniera di Gessolungo, “La
Crocifissione” dai macellai: da notare il mesto Giovanni,
dallo sguardo trasognato che contempla la Croce. Il capolavoro
indiscusso dei Biancardi, ispirato a Rubens, è “La
deposizione”, della miniera Tumminelli e dei commercianti
d’abbigliamento. “La pietà” di
impostazione michelangiolesca è portata dalla Cassa Rurale
S.Michele.
Ispirata a Raffaello è, invece, “La traslazione”, dei maestri muratori. Chiudono la processione La Sacra Urna,
dei preti e dei suoi devoti, pregiata per gli eleganti arabeschi e per
i finissimi intarsi d’oro zecchino, le teste di serafini, le
foglie, i fiori e i frutti che la decorano e, infine,
L’addolorata, della corporazione dei trasportatori. Ma
Caltanissetta prosegue poi a festeggiare la Settimana Santa
venerdì, con un’altra processione, altrettanto
antica e suggestiva: la Processione del Cristo Nero
o Signore della Città. Il Venerdì Santo, al
tramonto, un Crocifisso di legno nero, posto dentro un baldacchino
dorato a forma di corona, viene portato infatti a spalla e a piedi
scalzi in processione dai "fogliamari", i vecchi raccoglitori di
verdure selvatiche.
La
Real Maestranza al completo, il Vescovo, tutto il clero e le varie
congregazioni precedono il simulacro del "Signore della
Città" che, secondo la leggenda, sarebbe stato ritrovato nel
1625 da due contadini in una grotta sul Monte Sabucina, fra due candele
accese. Il Cristo Nero è il simulacro più antico
di Caltanissetta: il fumo delle innumerevoli candele che lo hanno
illuminato lo ha scurito nel corso degli anni. Esso è oggi
il segno più autentico della devozione cittadina. Al
tramonto il crocifisso viene posto dentro un baldacchino dorato a forma
di corona e portato a spalla e a piedi scalzi. Durante tutto il
percorso i "fogliamari" intonano le tradizionali "lamintanze" o "
ladate", ovvero le lamentazioni bibliche in un arcaico dialetto,
cospargendo attorno al Crocifisso l'incenso, che inonda così
col suo profumo struggente le stradine del centro storico appena
illuminate, attraversate lentamente dai fedeli.
Il Sabato Santo è il giorno dedicato alle Drammatizzazioni Sacre,
che si svolgeranno presso l’antica e coreografica scalinata
di San Francesco: fra tanti centurioni e soldati romani vestiti in
costume d’epoca, sfileranno e reciteranno i personaggi
più importanti del dramma della Passione. La Settimana Santa
si conclude la domenica di Pasqua, naturalmente il 10 aprile 2004, con la tradizionale Processione della Resurrezione.
A Montedoro (Tel. 0934.934404)
il giovedì Santo è dedicato alla rievocazione
dell’ultima cena; i "laudanti" si riuniscono nella Chiesa
Madre per il rito della tavolata imbandita. Pane "scanato", ceci,
arance e pecorelle di pasta di mandolre vengono dapprima benedetti e
poi avvolti, a mo' di piccoli fagotti, in fazzoletti chiamati "truscia"
che vengono solitamente regalati.
Durante il rito i “laudanti” recitano la passione
di Gesù in lamenti versi latini e in siciliano arcaico
accompagnati da un tamburo e una tromba.
Campofranco (Tel. 0934.959270).
Il Giovedì santo nelle chiese del paese vengono preparati i
santi sepolcri addobbati con piante a lunghi steli di grano legati con
nastri e deposti a terra innanzi l'altare. La sera dopo, la statua del
l'Ecce Homo viene portata in processione, seguita da una gran folla di
fedeli silenziosi, dalla Matrice alla chiesa dell'Itria. I momenti
fondamentali della processione sono la Giunta, la Crocifissione e la
Scinnenza.
A Mazzarino (Tel. 0934.300111) la
celebrazione del Venerdì Santo è divisa in tre
momenti principali: dapprima si assiste all’incontro tra
Gesù e San Giovanni Battista; poi la Veronica asciuga il
volto di Cristo; in serata, dalla Chiesa di San Domenico, esce il
simulacro di Gesù crocifisso all’interno di un
urna per essere portato in processione verso il Calvario, accompagnato
dall’addolorata. La processione, come tradizione vuole,
è guidata da un maestro incappucciato, nominato un'ora prima
dell'inizio della cerimonia e nessuno, ad eccezione del comandante
delle forze dell'ordine, conosce la sua identità.
A Delia (Tel. 0922.826686), sabato,
è possibile assistere alla rappresentazione dell'incontro
tra San Pietro e Giuda, a cui segue il pentimento di San Pietro, la
disperazione di Giuda e la Resurrezione.
Tutta la settimana santa a Delia prevede varie manifestazioni: il
giovedì si assiste alla processione del Cristo e della
Vergini per le vie del paese, ad un certo punto il Cristo viene
lasciato da solo per affrontare i vari momenti della sua passione; nel
pomeriggio le celebrazione sono incentrate sull'ultima cena, il
tradimento di Giuda e l'arresto del Cristo. Il venerdì santo
nel primo pomeriggio nella piazza vicino la chiesa madre viene
inscenato il processo e la condanna del Cristo per poi passare alla sua
crocifissione nella parte più alta del paese.
In serata il corpo del Cristo crocifisso è posto in un'urna
che è portato in processione, seguito dalla statua
dell'Addolorata, di S. Giovanni e dai fedeli.
A S. Cataldo (Tel. 0934.572549)
la Settimana Santa è caratterizzata dalla rappresentazione
in tre del processo a Gesù, presso la Chiesa del Rosario.
L'evento coinvolge numerosi attori nelle vesti di cavalieri, centurioni
e legionari, nonchè Gesù Cristo e Pilato. Fanno
da sfondo alla messa in scena le "vare", ovvero gruppi statuari
realizzati in cartapesta risalenti al 1800 che rappresentano episodi
della passione di Gesù.
La domenica di Pasqua la resurrezione del Cristo viene festeggiata con
la particolare sfilata i cui protagonisti sono i "Sanpauluna", statue
di cartapesta, anch’esse del 1800, e attori che rappresentano
gli undici apostoli.
Villalba: La Scinnenza
Anche in questo piccolo centro, in provincia di Caltanissetta, il
Venerdì Santo viene rappresntato con personaggi viventi. Ad
accompagnare questo viaggio verso il Calvario ci sono anche le
confraternite che hanno tradizioni molto antiche, e lo si
può notare pei paramenti che portano i confrati. Molta
attenzione è rivolta all'Addolorata, che è posta
sul Calvario. Qui i fedeli si fermano a turno a venerarla
|
Flash News
|