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Pasqua in Provincia |I Dolci della Pasqua |  Ricette Pasquali | La Festa di li schetti

Celebrazioni pasquali ad  Enna e Provincia

Ornatissime la "vara" dell'Addolorata, l'Urna e i paramenti degli officianti. Sfilano fino a notte fonda i caratteristici "Incappucciati". A Pietraperzia, il Venerdì Santo, i Laudanti, intonano le "Lamentanze", a Barrafranca la pittoresca processione di "U Trunu".

 

Ad Enna rivive il misticismo spagnolo
Le origini della Settimana Santa di Enna risalgono al XVII secolo, sotto la dominazione spagnola ed infatti in alcuni dei riti celebrati nel capolugo più alto di Sicilia si possono riscontrare notevoli simiitudini con la Pasqua sivigliana. L'originalità dei riti ennesi sta nell'infinità di personaggi appartenenti alle diverse confraternite che ordinati e composti percorrono le vie della città per l’intera settimana. Migliaia di confrati incappucciati con le mantelline di tanti colori sfilano succedendosi ad intervalli di un'ora, da qui il loro nome dialettale “Ura”.

Le celebrazioni iniziano la Domenica delle Palme con la sfilata delle Confraternite che si recano in processione dalla loro chiesa di appartenenza verso il Duomo, attraversando la città accompagnate dalla banda musicale che intona dolenti marce funebri.

Il Venerdì Santo alle ore 17 la Compagnia della Passione, partendo dalla propria chiesa, rileva al suo passaggio tutte le altre Confraternite che attendono in Via Roma, sino alla Chiesa dell’Addolorata dove c’è la Madonna dei sette dolori che viene portata in processione sino in Duomo. Qui attende l’Urna del Cristo Morto.

Alle 19 dal Duomo ha inizio la solenne processione, in fondo alla quale c’è sotto un baldacchino una Croce Reliquiario contenente una spina di quelle poste sul capo di Gesù. Tutti i gruppi statuari vengono portati a spalla con passo cadenzato fino al cimitero dove continuando in processione tornano al Duomo.

E' uno dei momenti più belli della settimana santa siciliana per la compostezza e l’effetto folkloristico che le 15 confraternite insieme riescono a ricreare, riportando in auge il misticismo spagnolo. Saragozza,Siviglia o Enna? Difficile da distinguere quando si è immersi tra le nebbie e le architetture anguste della città siciliana
 

 

Suggestiva cerimonia a Pietraperzia (Tel. 0934.403011), in provincia di Enna.Singolare è il Venerdì Santo di Pietraperzia. Questo è il giorno del contatto fisico col Cristo. Ad iniziare dal primo pomeriggio i fedeli fanno visita alla Chiesa del Carmine. Qui ogni fedele mette al braccio un nastro rosso dopo che questo è stato "misurato" sul corpo del Cristo, cioè dopo essere stato strofinato sul crocifisso che andrà poi sistemato sopra la sfera de "u Signuri di li fasci". La preparazione di questo avviene nella piazza antistante la chiesa ed è formato da una lunga asta di legno, detto albero, con un cerchio sulla sommità, sul quale vengono annodate le fasce. Le Fasce, portate dai fedeli in segno di voto, sono lunghe 36 metri e larghe 40 centimetri. Sono di lino e spesso bordate di merletti. Alcune sono anche antiche. L'operazione di preparazione è molto laboriosa e dura parecchie ore. Come detto a questa macchina viene fissata una sfera di vetri multicolori e sopra di questa il crocifisso. A questo punto "u Signuri di li fasci" viene issato mostrando a tutti la sua spettacolarità. Quindi viene portato per le vie del paese. A Pietraperzia i "laudanti" hanno una forte rappresentanza. Questi cantori, spesso anziani contadini, cantano le "lamentanze". Canti polifonici con i quali si racconta la Passione di Cristo, seguendo testi tramandati oralmente da padre in figlio
 

Barrafranca  U Turnu Non c'è certo compostezza nel Venerdì Santo di Barrafranca. Qui la macchina processuale, che viene portata in maniera piuttosto tumultuosa, porta il nome di "Trunu". Un piccolo palo sulla cui sommità c'è una sfera, una sorta di mappamondo multicolore, a questo viene inserita "a spera" alla quale vengono appesi i "scocchi", dei nastri colorati rappresentanti gli ex-voto. Sopra la "spera" vi è un crocifisso interamente avvolto da gioielli. Se il palo è relativamente basso le travi che servono per il trasporto invece sono lunghissime. Circa 200 fedeli dovrebbero portarlo in spalla. Allora i tanti giovani che non hanno potuto ottenere il posto, con mezzi non certo leciti, cercano di guadagnarsi il posto sotto u trunu. In questa grande confusione la macchina va e non c'è modo di fermarla fino a fine processione.


Aidone (Tel. 0935.88031)
La Pasqua di Aidone, in provincia di Enna, è incentrata sul suggestivo rito collettivo dei giganti, dodici enormi statue raffiguranti gli apostoli che cercano Cristo risorto. Questi giganti, detti i "Santuna", di sicura origine spagnola, il giorno di Pasqua, già dalle nove del mattino, girano per le vie del paese: bussano alle porte delle case, ricevendo in dono dolci e vino.
Quando alle dodici in punto si incontrano al centro della piazza le statue del Cristo Risorto e di Maria, esplode la gioia. Musica e campane suonano a festa. Inizia la danza dei coloratissimi giganti. La commozione s’impossessa degli animi, inizia la processione per le strade del paese.
 

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