Pasqua in Sicilia
I riti e i miti della settimana santa
Un viaggio nelle tradizioni della Pasqua siciliana
Sacro
e profano si uniscono in un intreccio al limite tra devozione e
teatralità. I credenti diventano attori talvolta dolenti,
qualche volta giocosi, ma è preservato lo spazio destinato
all’interiorità e alla preghiera. Tutto si svolge
in un'atmosfera mistica, quasi surreale, con celebrazioni e preghiere
desunte dal patrimonio pagano, dal dominio spagnolo e dalla cultura
araba. La ricorrenza in quattordici città dell'Isola
La
festa di Pasqua in Sicilia è un intreccio tra sacro e
profano, capace di suscitare profonda partecipazione popolare. La
Settimana Santa è un susseguirsi di rappresentazioni e
processioni che in un’unica sequenza narrativa commemorano e
rievocano la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo.
Ma quale sia il limite tra teatralità e devozione, non
è semplice da cogliere. Ogni credente si sente spettatore e
attore talvolta dolente come ad Enna e poi esultante a Scicli per
questo mistero di morte e di vita che investe la cristianità
e allo stesso tempo richiama alla ritualità della primavera,
la stagione della metamorfosi per eccellenza.
Le manifestazioni celebrative che si articolano dalla Domenica delle
Palme a quella di Resurrezione sono complesse e articolate per via
delle tradizioni radicate in ogni comunità siciliana, che
rappresenta un piccolo mondo a se stante. Ogni città quindi
si differenzia dalle altre con riti e preghiere che derivano dagli usi
e dalle tradizioni locali, ma anche dal patrimonio pagano, dal dominio
spagnolo e dalla cultura araba da cui si sono ereditate ad esempio le
lamentazioni tipiche del venerdì santo.
Tutto si svolge in scenari naturali suggestione che valorizzano le
caratteristiche bellezze della nostra terra esaltandone i tratti di
drammaticità e crudezza. Ma anche gli impianti scenografici
creati per l’occasione non sono da meno, come i costumi dei
personaggi dei cortei, spesso tramandati da padre in figlio, che
richiamano confraternite medievali, corporazioni di arti e mestieri e
persino maschere carnascialesche.
Nella lunga sequenza di manifestazioni che caratterizzano le
città siciliane abbiamo scelto quei luoghi dove la settimana
santa è caratterizzata da momenti molto forti, di forte
connotazione emotiva e mistica, dove labile è il confine tra
tradizione cristiana e paganità, come a Prizzi e a
S.Fratello. Resta sacro lo spazio destinato
all’interiorità, alla preghiera, alla riflessione
su una rinascita per alcuni desiderata e per tanti creduta e vissuta
nel silenzio della quotidianità e non solo nei giorni di
festa, ma che da queste funzioni riceve nuovo slancio e
vitalità.
Enna.
I riti della Settimana Santa a Enna risalgono al periodo della
dominazione spagnola (XV - XVII sec). A partire dalla domenica delle
Palme e fino alla tarda mattinata del mercoledì santo, le
quindici confraternite presenti nella città, ciascuna nel
giorno e nell'ora stabilita si recano al Duomo per la rituale ora di
adorazione dell'Eucarestia. Il Venerdì Santo, in occasione
della processione del Cristo Morto e dell'Addolorata, oltre duemila
confrati incappucciati precedono le due Vare mentre il corteo funebre
ripercorre tristemente le vie della città rischiarate dalle
fiammelle di migliaia di candele. Adrano.
Ad Adrano la domenica di Pasqua si svolge la sacra rappresentazione
della "diavolata". Nell'affollata piazza Umberto viene preparato un
palco in cui si inscena la vittoria del bene sul male, il trionfo
cristiano sull'attacco proveniente dagli inferi. Dopo una serie di
battaglie e di discussioni, l'Arcangelo Michele costringe i diavoli a
pronunciare "Viva Maria".
Modica.
Nella provincia di Ragusa è noto il rito della "Madonna Vasa
Vasa" che cade proprio il giorno di Pasqua. In mattinata le statue del
Cristo e della Madonna vengono portate in processione per le vie del
paese. La Madonna, che indossa ancora un mantello nero in segno di
lutto, inizia subito la ricerca del figlio. L'incontro avviene a
mezzogiorno nella piazza principale, ed è noto con
l'espressione di Madonna Vasa Vasa perché le due statue si
avvicinano per un bacio.
Palermo. Nel
capoluogo isolano il Venerdì Santo prevede quattro
processioni. La prima si snoda da via Alloro ed è quella
organizzata dalla congregazione dei Cocchieri che portano in
processione la statua del Cristo morto e della Madonna dell'Itria.
Un'altra processione, che parte dalla via Cassari per percorrere le
viuzze della vecchia "vucciria", è quella dagli artigiani
del luogo devoti della Madonna del Lume. La terza processione
è organizzata dalla confraternita dei panettieri ed
è intestata a S. Maria Addolorata, la cui statua viene
vestita come una qualsiasi persona, perfino con la biancheria intima.
Infine, la processione di S.S. Addolorata della Soledad, organizzata
dall'omonima congregazione, si svolge in piazza della Vittoria.
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