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Provincia: 301.207 ab.
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Ragusa

Citta' della Sicilia sud-orientale, sulle pendici dei monti Iblei, e capoluogo della provincia omonima, Ragusa sebbene esclusa dai comuni percorsi turistici, vanta un ricchissimo partrimonio artistico. Il clima e' mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni miti e piovosi.
Tutta la Sicilia e' una zona sismica esposta alle tensioni sotterranee fra i continenti africano ed europeo ma iblea e' uno dei punti piu' colpiti dai terremoti. Quello devastante e' stato nel 1693 che rase al suolo Ragusa.

La ricostruzione del centro urbanistico avvenne tra il settecento e l'ottocento donando ad Ibla un aspetto sempre piu' armonioso e architettonico, ricco di chiese e palazzi barocchi.

Il centro nuovo meno ricco di monumenti, si dispone su un reticolato di tipo moderno, con vie larghe.
Ragusa Ibla e' sorta sulle fondamenta dell'antica Hybla Heraea, che fu fondata dai Siculi, dei quali sono ancora visibili i loculi nella valle del Gonfalone. Alcuni secoli piu' tardi subi' l'invasione dei Greci, di cui assimilo' usi e costumi. Di questo periodo non e' rimasto piu' nulla, solo necropoli, tombe scavate nella terra.

Hybla Heraea conservo' la sua indipendenza fino a quando all'arrivo dei Romani, la Sicilia perse l'indipendenza e divenne provincia romana.
A seguito del frazionamento dell'impero romano in Impero d'Oriente e Impero d'Occidente, la citta' passo' per circa cinque secoli sotto la dominazione bizantina.

Nell'848 gli Arabi ritornarono e questa volta occuparono la citta' a cui iposero duri patti di sottomissione. Nel corso della loro occupazione, gli Arabi migliorarono non solo l'agricoltura ma incrementarono i commerci e le industrie.
A loro seguirono i Normanni che, scesi in Sicilia nel 1060, completarono in trent'anni la conquista dell'intera isola e Ragusa fu assegnata a Goffredo figlio di Ruggero I.

Al periodo della dominazione sveva segui' quella francese con Carlo D'Angio che duro' poco perche' il suo malgoverno scateno' la rivolta dei siciliani.
Uno degli avvenimenti piu' ricchi di sviluppo per la citta' fu quello della concessione delle terre in enfiteusi. Si trattava di un contratto agrario che assicurava al titolare il godimento di un fondo con l'obbligo di migliorarlo dietro pagamento di un canone annuo in natura o in denaro.

Con gli Angioini inizio' un periodo di decadenza per l'intera isola, dopo vent'anni di malgoverno si sviluppo' uno spirito antifrancese che prese il nome di Vespri Siciliani.
Nel 1415 l'isola venne inclusa nel Regno d'Aragona sotto il controllo di Giovanni figlio di Ferdinando di Castiglia.

Nel 1713 la Sicilia passo' ad Amedeo di Savoia.
Dal 1735 i Borboni di spagna dominarono la Sicilia fino all'unificazione d'Italia.

La visita della città può cominciare con la visita della Basilica di San Giorgio esempio imponente di barocco siciliano.  duomo-sgiorg.jpg (34471 byte) Ultimata nel 1775 su disegno di Rosario Gagliardi, presenta una elaborata facciata divisa in tre parti da fasci di colonne e motivi decorativi tipici dell'epoca. La parte centrale, stretta e lunga, è conclusa da una cupola ottocentesca alta più di 40 metri e sorretta da 16 colonne binate.
Nonostante i diversi elementi architettonici appartengano a epoche diverse - la scalinata e la cupola sono posteriori alla chiesa - l'insieme risulta straordinariamente armonioso. All'interno, nella navata centrale, troviamo 13 vetrate istoriate rappresentanti i martiri di S. Giorgio, dipinti di Vito D'Anna e, in Sacrestia, una bella pala di altare marmorea, notevoli sculture di scuola gaginesca e un ricco 'Tesoro del Santo'.

San Giuseppe

San GiuseppeIn Piazza Pola, la Chiesa di San Giuseppe presenta una facciata molto simile a quella della Basilica di S. Giorgio, ed è per questo attribuita al Gagliardi. Nell'interno, di forma ellittica, si può vedere ancora la semplice facciata ornata da un bel portale con stemma dell'ordine conventuale e un piccolo barocco campanile a vela. Nell'interno, a una navata, oltre a stucchi e qualche tela, si conservano altre preziose opere barocche, oltre alla presenza di una bella statua in argento di S. Giuseppe del 1600.

   Sant'Antonio

santonio.jpg (34841 byte)Di ritorno da Piazza Pola, e imboccata via Orfanotrofio, ci accoglie la Chiesa di Sant'Antonio , già Santa Maria La Nuova, con un bel portale ogivale in un fianco, residuo dell'antica chiesa in stile gotico, e l'attuale portaletto barocco.
Nell'interno si può vedere ancora nel portale della sagrestia un altro resto dell'antica struttura.

 Villa Comunale

villacomunale.jpg (39630 byte)Non lontano c'è l'ingresso della Villa Comunale o Giardino lbleo, ben curato, ampio e panoramico: dalla sua balconata infatti si godono magnifiche vedute sia dei monti di fronte sia della valle dell'Irminio.
Nell'interno della villa sorgono tre chiese: quella dei Cappuccini con convento , quella di San Giacomo e quella di San Domenico o del Rosario, dal campanile con maioliche colorate, ma ormai cadente, con grandi linee di frattura nella facciata.

chiesacappuccini.jpg (27936 byte)               ch.san.giacomo.jpg (36199 byte)                    ch.san.domenico.jpg (28228 byte)

Cappuccini                                             San Giacomo                             San Domenico 

Poco prima dell'ingresso sorge la Chiesa di San Giorgio Vecchio con un bel portale in stile gotico-catalano, con nella lunetta San Giorgio che uccide il drago, e nei due rombi laterali le aquile aragonesi. La chiesa di San Giorgio, eretta verso la metà del secolo XIV, nel periodo chiaramontano, doveva essere molto grande (a tre navate) e sicuramente molto bella, a giudicare dalla sontuosità di questo portale a forte strombatura il quale, anche se ormai quasi del tutto corroso dal tempo, conserva una sua antica bellezza con le sculture nella dolce roccia locale, da sembrare ricami.

              san-giorgio.vecch1.jpg (37559 byte)Chiesa di San Giorgio Vecchio  

All'interno del parco si innalzano le interessanti chiese di San Domenico, col campanile in terracotta policroma, di origine trecentesca, e quella dei Cappuccini Vecchi, caratterizzata da una semplice facciata ravvivata da quattro paraste a capitelli corinzi che reggono un frontone neoclassico accompagnato da due piccoli campanili. L'interno della chiesa con tetto a capriate conserva una delle piú belle tele di Ragusa, il trittico di Pietro Novelli (il Monrealese), rappresentante la Madonna fra gli angeli e Santi, (uno degli apostoli é un suo ritratto).

                      santa.maria-delle-scale1.jpg (30595 byte)Santa Maria delle Scale

Poco distante sorge la Chiesa di Santa Maria delle Scale in via XXIV Maggio. Ricostruita dopo il terremoto, ha avuto salvi il portale, un bel pulpito gotico e il campanile. All'interno degni di nota sono gli archi di tipo gotico e rinascimentale e un'immagine cinquecentesca della Vergine, opera in terracotta della scuola del Gagini. Dal terrazzo antistante la chiesa si dipartono le scale (circa 250 gradini), che, a rampe, ci portano a Ragusa lbla.

          santa.maria-idria5.jpg (33029 byte)Santa Maria dell'Idria

Qui, nell'antico nucleo cittadino, si incontra la settecentesca Chiesa di Santa Maria dell'Idria. La chiesa fu costruita per l'ordine dei Cavalieri di Malta nel 1639, quando ebbero a lbla una commenda dell'Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani. Sulla porta si nota ancora la croce dell'ordine maltese. L'interno é fastoso, con sontuose decorazioni agli altari, diversi l'uno dall'altro. Alla sinistra della chiesa si erge un campanile che, oltre alla cella campanaria, sorregge una balaustra, che circonda un cupolino, la cui base ottagonale é rivestita da formelle policrome di Caltagirone, decorate con vasi e fiori.

Poco lontano si trovano Palazzo Cosentini  e Palazzo Bertini . Il primo é una tipica costruzione del barocco siciliano del '700.
Probabilmente questo é il piú caratteristico di quei palazzi, con eleganti balconi, sorretti da ornatissimi mensoloni con una serie di personaggi e un repertorio di animali, mostri, belve, facce orribili e fantastiche, che sono appunto una caratteristica del barocco. Palazzo Bertini, realizzato dalla famiglia Florida verso la fine del '700, fu poi comprato dai Bertini, dai quali prese il nome. La caratteristica di questa costruzione sono tre mascheroni, impostati nella chiave di volta delle finestre. I tre mascheroni sono stati oggetto di interpretazioni diverse, ma quella che viene piú comunemente accettata é quella dei "tre potenti". Il primo mascherone rappresenterebbe il povero deforme, che, con la lingua di fuori, con alcuni denti mancanti e col naso enorme, ha l'espressione di colui che, non possedendo niente, non può essere privato di nulla. All'altra estremità sarebbe rappresentato il commerciante con turbante, con i baffi ben curati e con l'aspetto tranquillo, simbolo di colui che ha tutto e che tutto può grazie al suo denaro. La figura centrale rappresenta un nobile signore, con sguardo fermo e sicuro, colui che può fare ogni cosa, e rappresenta quindi il potere dell'aristocrazia. Il nobile, in quanto al centro della società, é scolpito in posizione frontale, fra povertà e ricchezza.

                   cattedrale.vsgiov5.jpg (29182 byte) Cattedrale San Giovanni

Un altro edificio che merita di essere visitato é la Cattedrale di San Giovanni che si trova nella piazza omonima. La chiesa, costruita tra il 1706 e il 1760, presenta una bella facciata barocca riccamente decorata, un imponente portale e un campanile a cuspide. Da vedere, all'interno, le pregiate decorazioni in stucco delle cappelle ottocentesche. Sul retro della chiesa si trova la Casa Canonica, bell'edificio barocco alleggerito da diverse finestre balconate.

                     santuario-carmine1.jpg (21118 byte)Piazza del Carmine

Prendendo il corso Italia, sulla destra della cattedrale, e deviando per via Scuola, si arriva in piazza del Carmine con il Santuario di origine settecentesca ma di piú recente ricostruzione.

Imboccando via del Mercato, deviando a destra per via XI Febbraio e poi a sinistra per via Di Stefano, ci si ritrova in piazza del Duomo. Accanto alle pompose basiliche, la città ospita il Museo Archeologico lbleo in via Natalelli, allestito al piano terreno dell'Hotel Mediterraneo, che conserva i reperti archeologici degli scavi compiuti nella provincia ragusana. Sono catalogati topograficamente e cronologicamente a partire dal neolitico e divisi in sezioni. La prima sezione raccoglie le testimonianze del Neolitico fino all'Età del Bronzo (cultura di Castelluccio). La seconda é dedicata esclusivamente ai ritrovamenti di Camarina: corredi di necropoli, modellini della città e ceramiche ellenistiche e romane. La terza sezione ospita numerose testimonianze dei primi insediamenti siculi: di particolare interesse é la documentazione relativa al centro di Monte Casasia e delle necropoli di Castiglione e di Ragusa lbla. La quarta sezione raccoglie documenti relativi ai centri di età ellenistica, in particolare agli scavi di Scornavacche, e la ricostruzione con materiali originali della bottega di un ceramista. La quinta sezione ospita materiali di età romana e tardoromana con una ricca documentazione proveniente dai centri di Caucana e di S.Croce Camarina, dove sono stati rinvenuti bei mosaici pavimentali appartenenti a una chiesa paleocristiana.  

 

 

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