Popolazione

Capoluogo: 69.510 ab.
Provincia: 434.438 ab.
Superfice: 2.462 kmq

 

 

 

 

 

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Trapani

bullet Turismo:Da visitare il Museo Pepoli, la Cattedrale San Lorenzo, sita al centro storico di Trapani. Le Saline
bullet Piatto Tipico: Il cuscus
bullet Nautica: I Porti nel Trapanese

Ebbe origine da un villaggio abitato dai Sicani, i Greci la chiamarono Drepanon, che significa falce, proprio perchè indica la forma arcuata del promontorio su cui l'antica città sorgeva, terminato con l'attuale Torre di Ligny.

Emporio e scalo strategico sulle rotte commerciali mediterranee con i Fenici nell'VIII sec. a.C., divenne successivamente una delle principali basi dei Cartaginesi. Fu conquistata dai Romani nel 241 a.C. e per essa cominciò un lento declino durato sino alla fine del periodo bizantino.

Racchiusa entro un recinto di quadrangolare mura, la città rivisse un periodo di grande prosperità economica con gli arabi che proseguì anche con i normanni, che la elevarono a città regia. Fiorirono le industrie dell'oreficeria e del corallo, come anche le attività marinare e quelle commerciali.

Divenne tappa sulla rotta per le Crociate alla fine del sec. XIII con Pietro d'Aragona, e nel 1817 venne nominata capoluogo di provincia. Nel 1860 fornì un numero elevato di volontari che partecipò alla spedizione di Garibaldi.

Trapani è oggi una città del terziario, punto di partenza per raggiungere le Egadi, sempre più ambite dal turismo estivo che molto spesso neppure sfiora le gemme che la lunga e travagliata vicenda storico-territoriale ha lasciato nella città e nel suo entroterra. È anche sede di alcune peculiari manifestazioni culturali: la notte del venerdì santo si tiene la processione dei Misteri; a dicembre, il Museo Pepoli è sede della mostra dei presepi ancor oggi prodotti dall'artigianato locale.
Emporio e scalo strategico, con i fenici il proto di Trapani cresce d'importanza quando diviene base navale e caposaldo del sistema difensivo punico in Sicilia; a partire dalla conquista romana della città, che aveva visto incrementare la popolazione col trasferimento degli ericini a valle, inizia però un lento declino, che si protrae fino in età bizantina.
L'invasione araba dell'isola riesce a dare a Trapani, a partire del IX secolo, un nuovo periodo di floridezza; e proprio con gli arabi la città viene ricostituita assumendo gli elementi caratteristici dell'urbanistica islamica: ciò è tuttora visibile nel tortuoso tessuto viario, fatto di vicoli e cortili che scavano gli isolati, che accomuna questa città a quelle della vicina sponda africana.
Nei dintorni della città , tappe d'obbligo sono la vicina Erice, che dal monte domina tutto il territorio circostante, e, lungo la strada per Marsala, le saline e il particolarissimo Museo del Sale.

In periferia della città, adiacente della costa trapanese, sorge La Riserva delle Saline di Trapani e Paceco. Un paesaggio pittoresco punteggiato da mulini e candidi mucchi di sale. Trapani è capitale siciliana del sale marino, che con la coltura e la raccolta del sale coniuga mirabilmente industria produttiva e rispetto dell' ambiente, assecondando un momento creativo della natura, avvalendosi della salinità propria delle acque della laguna, della forza del vento, catturato attraverso i mulini, e del calore del sole. Mare, Sole, Vento: gli ingredienti necessari a ottenere il Sale marino. La Storia della lavorazione del Sale  può essere conosciuta attraverso il Museo della Sale, sito a Nubia, località del Comune di Paceco.
Trapani è ancora oggi fonte di vita con l'attività della pesca ed è stato in passato fonte di ricchezza con la pesca del corallo.Una bellissima collezione di opere in corallo viene conservata nel Museo Pepoli sito nell'antico Convento dei Carmelitani adiacente il Santuario dell'Annunziata, dove è possibile ammirare la statua marmorea della madonna di Trapani risalente al XIV sec.Tra i monumenti principali il Palazzo della Giudecca, il Palazzo Cavarretta, il Palazzo Riccio di San Gioacchino, la Chiesa e il Collegio dei Gesuiti, La Cattedrale di San Lorenzo (al cui interno è conservato una Crocifissione attribuita al pittore fiammingo Van Dyck), la Chiesa di Santa Maria del Gesù (che accoglie una Madonna con bambino di Andrea della Robbia). Sempre nel Centro storico, la Chiesa del Purgatorio con la facciata progettata dall'Architetto G. B. Amico, dove sono custoditi i venti Gruppi Sacri dei Misteri di Trapani  che ogni anno, il Venerdì Santo rinnovano la passione di Gesù Cristo in una imponente processione che percorre, per 24 ore consecutive, le strade del Centro Storico. Sul versante mare, insiste il  Castello della Colombaia

Gastronomia:

Qui storia antica, tradizioni di genuinità e idee insolite si impastano in specialità gastronomiche  appetitose. Le differenti dominazioni straniere e le tradizionali vocazioni dell'agricoltura e della pesca danno alla gastronomia trapanese un accento che la diversifica da tutte le altre dell'isola. Il Cous Cous, principale ricetta locale, ha origine maghrebina e qui è proposta nella versione a base di pesce (in sostituzione della carne di montone) e il cui rito della preparazione prevede che la semola sia lavorata a mano ('ncucciata) nel tradizionale vaso di terracotta (mafaradda), dopo essere stata cotta a vapore e aromatizzata con cipolla.

A mano vengono preparati anche i Busiati (primo a base di carne), i ravioli ripieni di ricotta e menta, gli "gnuoccoli" (gnocchi freschi). Altro piatto forte è la pasta col pesto alla trapanese, che sostituisce al basilico un battuto di pomodoro crudo e  mandorle pelate.
Il pesce è senza dubbio in primo piano nella cucina trapanese.

Esistono diversi tipi di Zuppa, senza dimenticare i cicireddi fritti  (frittura di piccoli pesci) e i tonni pescati durante la cruenta "mattanza". Tra le ricette più note ecco il  Tonno al ragù e quello alle mandorle. Ancora una specialità: la "bottarga" (uova di tonno salate e essiccate: sale e sole sono ingredienti fondamentali).


Il pane ha un ruolo particolare nella gastronomia trapanese e spesso si trasforma in sculture: fiori, frutti, animali e visi di santi. E' una tradizione che si rinnova in occasione di ricorrenze come la Festa di San Giuseppe e Pasqua.

Quanto ai dolci: ecco i "miliddi" del Belice dedicati a San Biagio; i "muccunedda" (bocconcini) di Mazzara del Vallo, e gli Ericini, o paste di Riposto, colorati e decorati artisticamente, quasi a sembrare dei merletti, e farciti con marmellata di cedro.
Tra i vini  celebri: Bianco d'Alcamo, Moscato di Pantelleria e Marsala.

Brevi note storiche:
"Drepanon" in greco è la falce.
Quel nome glielo diedero i greci, ma prima di loro fu importante roccaforte fenicia.
Nel quinto libro dell'Eneide, Virgilio collocò a Trapani il luogo dei giochi funebri in onore di Anchise, padre di Enea: poetica testimonianza sulla tesi della presenza degli Elimi, "ex limen" alla latina, nel senso di profughi. Da Troia?...
Le sue acque furono teatro dei grandi scontri navali tra romani e cartaginesi nella prima guerra punica.

La sua importanza decadde a favore della vicina Lilibeo, oggi Marsala.
La presenza araba ha lasciato tracce profonde nel dialetto e soprattutto nella cucina, ma fu con i normanni che la città ebbe immunità e privilegi. Assunse un ruolo di grande prestigio fra il 1274 ed il 1286 quando si arricchì di cantieri navali, ospedali e mercati a livello internazionale.

Una vera rivoluzione geografica si ebbe alla fine del '500 quando con i "bagli", masserie fortificate, si ripopolarono i vasti feudi incolti: uno sforzo costruttivo che provocò una mutazione delle strutture del territorio.
Nel suo Duomo Carlo V giurò di rispettarne i privilegi per aver accolto amorevolmente i reduci della spedizione navale contro i turchi.

Nel 1601 salpò dal suo porto la grande flotta di navi siciliane, spagnole, genovesi e toscane che al comando di Doria mosse alla volta di Algeri.
Durante la guerra per la Corona di Sicilia, nel 1718, Trapani resistette eroicamente, come farà ancora nel 1848. Dal 1860 subì l'isolamento dei territori troppo periferici alle aree di sviluppo, con il seguente impoverimento socio-economico.
La pesca, l'agricoltura, l'estrazione del marmo e la produzione del sale marino sono le principali fonti di reddito, ma non va trascurato il suo grande interesse turistico ancora da sviluppare

I trasporti nel comune di Trapani

Linee aeree

L'aeroporto civile principale della provincia di Trapani risulta essere l'Aerostazione "Sen. Vincenzo Florio" di Trapani - Birgi, posto a 13 Km. da Trapani. Da esso sono possibili collegamenti quotidiani con Roma, Milano e l'isola di Lampedusa (Pelagie).

Da Trapani sono possibili collegamenti quotidiani con le isole Egadi sia mediante aliscafi che mediante motonavi. Sono inoltre attivi collegamenti quotidiani con Pantelleria e settimanali con Cagliari e con Tunisi. Una linea di aliscafi collega anche Trapani con Ustica e con Napoli.

Trapani risulta inoltre dotata di diversi porticcioli turistici. Essi vengono gestiti dal Circolo Canottieri, dalla Lega Navale Italiana, dalla Off. Mecc. Nav. Drepanum e dalla Off. Mecc. Nav. F.lli Nicolosi.
Tutti consistenti in pontili galleggianti per rispettivamente 20, 81, 40 e 20 posti barca con profondità minima di 4 metri eccetto per i Canottieri che risulta di un metro, lunghezza massima consentita rispettivamente di 7, 24 e oltre, 24 e oltre e di 20 metri.
I pontili sono tutti dotati di punti di attracco, acqua, luce, vigilanza, punto di informazione turistica e servizi igienici. Inoltre la Drepanum è fornita di punto di rifornimento carburante.

La frazione di Marausa appartenente al comune di Trapani, risulta anche dotata di un porticciolo turistico, gestito dal Club Nautico Marausa consistente in pontili galleggianti per 20 posti barca con profondità minima di un metro, lunghezza massima consentita di 7 metri.
I pontili sono dotati di punti di attracco, acqua, luce, vigilanza, punto di informazione turistica e servizi igienici.

Compagnie marittime:

Tirrenia - Siremar - Ustica Lines

Autolinee

Linee stradali

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Strade statali
La città di Trapani è attraversata da tre strade statali. La strada statale 113 che collega la stessa con Messina, la strada statale 115 che unisce la città con Siracusa e la strada statale 187 che collega Trapani con il bivio di San Cataldo, vicino Partinico (PA).

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Autostrade
Trapani è attraversata dalla autostrada A29 che collega Palermo con Mazara del Vallo e dalla sua diramazione che collega Palermo con Trapani una volta giunti allo svincolo di Alcamo.
Una ulteriore diramazione conduce poi all'aeroporto di Birgi, una volta raggiunto lo svincolo di Dattilo.
Dette autostrade sono a due corsie più corsia di emergenza in entrambi i sensi di marcia e non prevedono pagamento di pedaggio autostradale. Risultano entrambe sprovviste di stazioni di rifornimento, ma attraversando numerosi comuni il rifornimento di carburante può venire effettuato negli stessi

 

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